Stefano Pini – Quattro inediti

berlin 2011 foto gm

APPUNTI 2013

*

Nessuno sa il segreto dentro i polsi
il soffitto che crolla, scrosta l’attesa.
Qui il ferro arrugginito
della trama non chiede
ma si sporge e comincia
a chiamare. Sempre.

*

Tutto comincia con la neve
sulle stoffe di questa stagione mai nata.
La sera s’è presa la città
oltre l’armistizio
silenzioso della memoria.
Fuori le mura danze di ricostruzione
appena al di là delle nostre parole.

*

Esploriamo rombi di pelle
gli scavi e la furia che qui si posa.
Il corpo raccoglie una tensione
pulita come non fossimo noi
le forbici tra le mani per colpire
il petto e deformare il giorno.
Saracinesche abbassate
sui fogli di giornale
le scuse da chiedere.

*

È questa la notte in cui dovremmo
rinunciare ai contorni
scuri di legno, all’odore
delle pareti che hai smesso di sentire.
Scrivo il tempo mai uguale,
l’estate frustata in cui non ci rincorreremo più
e le costruzioni
che non sono mai state altro, la scomparsa
mentre a mani nude affondo il ricordo.

© Stefano Pini

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