La Domenica (le sue infinite versioni) e Mordecai Richler

berlin 2009 - gm

Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba. Il tempo, le febbri, questo il titolo della messa cantata di Terry, è in uscita per i tipi del Gruppo (chiedo scusa, il gruppo, si scrive così), una piccola casa editrice di Toronto che gode di lauti sussidi governativi e pubblica (su carta riciclata, potete scommetterci la testa) anche un mensile, «la buona terra».

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Per tornare ai nostri giorni in terra straniera, noi provinciali d’assalto, pazzi di felicità per il solo fatto di essere a Parigi, storditi da tutta la bellezza intorno a noi, avevamo quasi paura di rientrare nelle nostre stanze ammobiliate sulla Rive Gauche. Già, perché nulla ci assicurava che non ci saremmo risvegliati a casa, con papà e mamma che ci rinfacciavano le ingenti somme dilapidate nella nostra istruzione e dichiaravano giunto anche per noi il momento di tirare la carretta. Nel mio caso, non c’era la lettera di papà che non si chiudesse con una frecciata delle sue: “Te lo ricordi Yankel Schneider, quello che balbettava? Ma tu pensa, adesso fa l’avvocato, e si è comprato una Buick”.

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Poi ci descrisse il suo primo briefing, ripetendo parola per parola il discorso del comandante agli equipaggi: “Aprite le orecchie, signorine. Che non vi venga in mente di inventarvi un problemino meccanico che vi ha costretto a sganciare sul primo pascolo a cinquecento chilometri dall’obiettivo e a tornare dritti a casa. Col cazzo. Guardatevene bene. Tradireste la fiducia delle americane che lavorano in fabbrica al posto vostro, e soprattutto degli imboscati che fanno milioni al mercato nero e si fottono le vostre fidanzate. Non vi conviene neppure provarci, con me. Cagatevi pure addosso, ma non venite a raccontarmelo”. E poi concluse: “Tanto, di qui a tre mesi due terzi di voi saranno morti. Qualche domanda idiota?”.

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© Mordecai Richler – La versione di Barney – Adelphi – traduzione di Matteo Codignola

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