“Il Professor Fumagalli e altre figure” di Giampiero Neri

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Titolo: Il Professor Fumagalli e altre figure

Autore: Giampiero Neri

Editore: Mondadori, 2012

Il professor Fumagalli e altre figure, ultimo libro di Giampiero Neri, chiude un ciclo e ne inizia uno nuovo. Il libro può sembrare l’inizio di una nuova fase della poesia di Neri, una fase ancora più biografica, meno oscura, che richiama l’esigenza di una chiarezza nuova, non in ombra.

I primi tre libri di Giampiero Neri, poi racchiusi nel bellissimo Teatro naturale, davano l’idea di un lavoro ricco e perfetto, dove un racconto metafisico perennemente in ombra, agiva attraverso una responsabilità di traccia, di segno, di una scrittura al limite che attraversava particolari invadenti. Si è passati poi ad una seconda fase che parte da Armi e mestieri per finire con Paesaggi inospiti, dove si intuiva il migrare da metafisico a reale, dove si rivelavano i passaggi, la progressione nello svelare, sempre  più con maggior sicurezza, luoghi e nomi.

Una lunga carriera quella di Neri al servizio della poesia, quella vera, creata, vissuta come una lettera aperta, come una biografia in forma di versi, centellinata, ritmata in perenni pause e immagini precise.

Il libro, composto di brevi racconti in prosa, spiega e racconta in maniera frammentata, episodi, incontri e circostanze. Questi scritti raccontano solo in minima parte la complessità dell’uomo Giampiero Neri e della sua arte. Sono brevi narrazioni, sono il limite che pone lo stesso autore, la sua maggiore mimesi. La figura principale di questa scena è il Professor Fumagalli, personaggio molto particolare ma uomo vero e giusto, già apparso in forma più anonima nei versi precedenti  di Giampiero Neri.

Il Professor Fumagalli è uomo di studi, impartisce le sue lezioni in un caffè, ascoltato dai suoi alunni che sono gente di passaggio o veri e propri affezionati alle sue lezioni: “ Si era proposto come educatore di un gruppo di ragazzi, usciti malconci dalla guerra. Chi mancava di un piede, o un braccio, ma al falegname che gli aveva chiesto se dovesse fare dei banchi speciali, aveva detto: “No, faccia dei banchi normali, perché poi Lei mi darà un mondo speciale?” Uomo risoluto il Professor Fumagalli, energico, con uno stile di vita poco tradizionale, un utopista che guardava il mondo e la realtà in una maniera nuova, senza compromessi con l’idea costante della giustizia e morale umana.

Ora Giampiero Neri cede, racconta il rapporto teso, fraterno e complicato con il fratello Giuseppe Pontiggia: “Ero diventato un bersaglio della sua ironia, riscontrabile facilmente in qualche suo personaggio. Una volta mi aveva detto: “Sai, la differenza fra me e te è che tu ti entusiasmi per quello che non capisci”. Ancora adesso non ho nulla da obiettare”. E poi l’amico Nene (già personaggio centrale del penultimo libro Paesaggi inospiti), i genitori, il poeta Remo Pagnanelli, il lavoro in banca.

Le parti più riuscite restano sicuramente i momenti di acume e precisione nel descrivere se stesso, in una logica mentale esterna e zelante, come nella rappresentazione di tarli e idee: “Sono diventato comprensivo verso i traduttori. Le difficoltà sono tali da farmi pensare che quasi tutto sia idiomatico e che le somiglianze linguistiche siano una mera apparenza. Sono anzi convinto della profonda e universale diversità”.

In quanto autore Neri ha sempre avuto bisogno di grande individualità e quindi di una profonda distanza da scuole di pensiero e altre categorie; ha sempre voluto dire la sua in ogni modo e la sua opera offre al lettore una calma intelligenza, una descrizione interna, profonda di luoghi e persone: “Queste finestre di via Paradiso, in realtà, si aprono sulla scena del mondo. Una folla di personaggi e figure, come uscendo da una quinta di teatro, si presenta ai nostri occhi e ci viene incontro. Sono le immagini del “ mondo fluttuante”, ciascuna con il suo carico di vita e di mistero, a formare la materia”. Interessante anche la prosa che allude all’interesse di Neri per la “pacifica Svizzera”: “oltre lo splendido isolamento nel contesto delle nazioni, in primis l’anticonformismo dei suoi abitanti. L’Europa? “ C’era anche prima”, sarà stato probabilmente il loro pensiero per non correre a unirsi insieme agli altri, e via discorrendo amabilmente, senza farsi prendere la mano dalle novità”. E poi sempre dalla stessa prosa “Fra queste memorie si respirava una viva aria di cordialità, insolita nell’ambito dei poeti, che si conducono l’un l’altro una guerra sotterranea, irrinunciabile”.

Questi pensieri sottolineano un bisogno di verità assoluta, di una lunga intimità con pensiero e materia. Un ragionamento sotterraneo, che abbina ed elabora in armonia un linguaggio chiaro e mai letterale ed opprimente.

Un libro Il Professor Fumagalli e altre figure di racconto puro, mai alterato nella sua forma attuale di armonia. In chiusura una poesia che già compariva in Paesaggi inospiti, che da un’idea della “rotondità” della poesia di Giampiero Neri: “Di quella fontana stile Novecento/ che doveva durare/ oltre le nostre vite/ si è persa la traccia/ morta con la sua epoca breve./ Era ridente nella sua rotondità/ spensierata all’apparenza,/ finita chissà dove”.