Alcune poesie di Fabiano Alborghetti da “L’opposta riva (dieci anni dopo)” (La Vita Felice, 2013)

STAMPA Alborghetti Fabiano 03

© Alain Intraina FOTOSTELLANOVE
(foto proveniente dal sito http://www.fabianoalborghetti.ch)

dalla sezione I. Mentre cambia il tempo, la nube o il secolo che sia

.

E dove altro credi possibile la mia presenza
se anche la mia terra è contro? Non rimane niente altro
che la cancellazione ripeteva un dirsi presenti

anche senza il luogo. Adesso conta diceva
fai la somma dei rimasti. Sottratti gli urti i lampi
i sacchi senza nome o le cataste di arti e bocche colme

di vuoto, avrai la misura del rimanere: l’innominata ampiezza…

**

Alla conta venne la misura non prima:
non in moltitudine ma uno ad uno
sparivano, lasciando il quesito al posto, il vuoto

della certa destinazione. Con l’assenza a tavola
continuava mamma a preparare per quattro:
anche dopo rimasta ultima, anche ora

che le fosse disimparano il contenere…

**

Come mai stato presente il mese
finiva
come il precedente e il prossimo a venire:

le eguali modalità di fame e perdita
si ripetevano, giorno dopo giorno
si ripetevano con l’esattezza propria di un disegno contro

ma condannati nessuno lo diceva:
piuttosto in transito
ancora in vita

mentre cambia il tempo, la nube o il secolo che sia…

.

dalla sezione II. Il presente che ci resta

.

Del flusso perpetuo il nome scandiva guardando:
migrazione diceva
e somigliamo allo scarto.

Una quantità in perdita
l’inutile costanza alla deriva
che non riproduce, smessa dal diritto di perdurare.

Non incalza nessuna speranza se vedi
E con ragione:
nemmeno la superficie è simile all’uomo

troppo in ritardo per somigliare, intervenire…

**

Riconoscevo il luogo solo prima di partire:
visitando le case in sequenza
i nomi i soprannomi le porte senza impedimenti. Ma ora

chi abita e dove, tolte le croci in terra la piana senza vie?

**

Il presente che ci resta è il posto
non il rimpianto, non la fine ma l’inverno:
l’inizio dimorante da questo momento in poi.

Coi sacchi ai piedi, come molti come tutti
la casa nominava e un tempo daccapo per dire:
ricominciamo dove abbiamo smesso

resistiamo, nonostante…

.

dalla sezione III. L’opposta riva

.

Questo luogo discinto tra gli orti e la stazione
e la rete attorno per difenderne i confini:
qui non passa altra gente e per questo è più sicuro.

È un dispetto alla vita cancellata, un permesso
alla vita che mi spetta. Manca molto a ben vedere
non è forse un posto degno

ma spesso avanza. Ed io lo chiamo casa…

**

Ma adesso chi ci ascolta? Domandava.
Ho imparato la tua lingua
e mi comporto come devo. Io mi vesto travestendo

ma non serve, mi ripete: troppo fermo è il tuo rifiuto
e non lo ammetti. Quando sono al tuo fianco
sei a disagio. Cosa temi

quando accosto? Ti disturbo?
Così accadde la vergogna: al non vedere.
Nel ritratto dell’assenza mi disperdo.

Giusto prima di posare…

**

Come a nascondere le mani dopo il fatto
così celo la mia origine: non puoi capire mi dice
la paura di perdere tutto, ancora

ma tu del luogo comune
dell’essere colpito difendi il confine immediato.
Non i tutti ripete ma la fazione incoerente

non noi i suicidi alla stazione
o improvvisi nei palazzi esplosi ma i pochi
resi impuri dall’azione, col martirio

del Dio e della carne.
Chi lavora e prosegue a te vicino
teme eguale, mi diceva che il numero non conta religione

se a terra il sangue insieme…

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L'opposta riva, Alborghetti

Fabiano Alborghetti
L’opposta riva (dieci anni dopo)
La Vita Felice, 2013

Pubblicata la “prima volta” nel 2006 (LietoColle), L’opposta riva (dieci anni dopo) non è una semplice riedizione di una bella raccolta: è un di più, che va oltre la riscrittura. Riprendere a distanza di anni quel patrimonio di esperienza riversato in poesia è misurarne la tenuta e constatarne la crescita: «L’opposta riva è una raccolta di poesie composta come una Spoon River dei vivi: ogni poesia è una voce, ogni voce una storia. Tutte le storie raccontano non solo una vicenda, quella della migrazione, ma un periodo storico, il loro e il nostro», dice giustamente del resto Alborghetti nella nota introduttiva. L’opposta riva va pure oltre all’idea di poesia civile: è testimonianza e martirio (parola presente nella raccolta). [fm]

3 comments

  1. Fabiano sa quanto mi piacciano queste poesie, come promesso, più avanti faremo un’intervista per parlare del percorso che ha fatto per arrivare a scrivere questi testi.
    un saluto

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