Marco Aragno – La bellezza che resiste

Castelvolturno foto di Marco AragnoQuesta domenica sono andato per l’ennesima volta a Castelvolturno. Faccio lo stesso giro da anni. Parto dal Lago Patria, oggi stranamente mosso, e poi mi fermo al Villaggio Coppola. Due o tre chilometri di litorale, colorati da mandrie di bufale, distese di campagna, scheletri di cemento, prostitute nigeriane ed hotel stonacati. Invece di arrivare al lungomare, percorrendo strade spazzate dalla sabbia, ho preferito addentrarmi in una zona meno conosciuta, una macchia di verde che si estende attorno al Resort della squadra del Napoli. Per arrivarci bisogna oltrepassare la banchina di un vecchio cantiere navale, ora chiuso, che affaccia su una darsena solcata da una manciata di barche; poi imboccare una stradina di terra e sabbia costeggiando oleandri e dune punteggiate da fiori selvatici di cui non conosco i nomi. castelvolturno 2 -foto marco aragnoMentre compio questo tragitto a piedi, noto pochissima gente. Un paio di ragazzi seduti sulla banchina che sfidano le acque con una canna da pesca. Un vecchio pescatore che sistema le reti su una bagnarola mangiata dal sale. Nessun altro.  Arrivato in fondo, dopo una furiosa lotta ingaggiata contro il vento, giungo sulla spiaggia. La bellezza viene interrotta da piccole discariche a cielo aperto, copertoni accatastati, rimasugli di plastica mossi pigramente dalla risacca. L’incanto qui convive con la puzza di fogna e morte. Una lotta darwiniana fra l’uomo e la natura che si rinnova sempre, ogni giorno, nel silenzio di tutti quelli che transitano distrattamente con le loro auto sulla strada provinciale a due passi da qui. Ma basta guardare alle tue spalle, all’enorme pineta cresciuta nel sedimento dei millenni, per renderti conto di quanto sia effimera la nostra presenza in questi luoghi, di quanto sia breve lo sfregio impresso sulla bellezza di queste dune affacciate sull’immenso mare aperto.

Marco Aragno

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2 commenti su “Marco Aragno – La bellezza che resiste

  1. Bravo Marco e grazie, non bisogna mai smettere di raccontare la rovina e mai dimenticare la bellezza

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