diverse scritture – Francesco Dal Corso (post di natàlia castaldi)

di Francesco Dal Corso
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Settembre o della tarda estate.
Quando le ombre incominciano
________________a scalpitare
Un po’ più in là stregarsi d’incanto
Quando la luna acquista fierezza
_________________soldo nel cielo reclino
Raccolgo le forze, non ancor dissipate
Quando arriva settembre e il meglio
_______________________dell’estate.

Calpestava il riverbero di mezzogiorno
a torso nudo, sfidando sassi glabri
______________________e antichi
mio figlio e l’ultimo resto di un’estate
______________________  lontana
ora che la soglia viene, resistendo all’enigma.

Luccica di irriverenza, partorisce
e sfregia la quotidiana inclemenza.
Lidi lontani e vette immote
________________ed il tornare.
Non canta lodi, solo improvvide trasformazioni.
Senza di essa non saprei che dire, né vivere.
Un vero spasso, la poesia.

Nulla accade all’improvviso
se non per noia, per finta, a tradimento.
Nulla accade dietro l’angolo
se non nei sogni o in racconti mediocri.
Nulla accade davvero
lontano dalle scene, in cui si va
______________________e si viene.

L’ultima sigaretta, quella del condannato
e ad occidente la Luna e Venere, a capolino
sotto le nuvole.
Gracchiai qualcosa, nel respiratore.

Ero uno di loro, un tempo.
Conoscevo i destini del mondo,
provavo gioia e disperazione.
Mi accadde di guarire, separati
_______________il bene e il male.
Un naufragio di onnipotenza.

Sarei tornato in compagnia degli altri,
a patto che si levassero di torno.

Un tempo scrivevo al passato, terra di
_________________malinconiche aspirazioni.
Poi sono venuto al presente ed ho incontrato
superbia, ira e desiderio.
Ho tentato infine le vie del futuro
prendendo alla sprovvista i delitti dell’accadere.

Voglio raccontare la realtà prima che essa accada
Voglio aggredirla, travolgerla, vituperarla.

Non faccio sconti, questa volta.

La mamma che avrei voluto me lo diceva spesso: non accontentarti, figlio mio, io mi arrampicavo sugli alberi prima di diventare un disegno nel volume della tua infanzia.

Arrancando tra le strofe se ne scoperchia tutta la fragilità, il loro transitare lungo la faglia tra luce e ombra. Ogni capitolo ha bisogno di incoscienza, per sopravvivere. E una volta scritta la parola ‘fine’ non c’è nulla in grado di salvare l’epoca del sublime.
Non saprei cosa aggiungere, senza lasciar accampare il superfluo.
E non se ne va più via, una volta che gli si concede una mezza riga.

La certezza che vi sia qualcosa, che non lasci soli uno specchio d’acqua o un brano di cielo.
Un barlume di salvezza, simile allo sguardo dell’animale quando ci si strappa i capelli, o come la scritta su di un muro che recita: la lettera.
E ne abbiamo di francobolli da leccare, sperando in una risposta.
Il tonfo delle buste, nella cassetta della posta, lascia scivolare le disperazioni lungo lo specchio dell’anima.

Lo appese alla volta celeste, dimenticandosi delle rivoluzioni degli astri.
Il secchio della speranza toccò terra prima che le nuvole scendessero all’altezza delle sue abitudini.
Tonfo sordo, divenendo sasso.
Il mondo, lungo l’orizzonte, ancor più bello e dolente.

Una conchiglia, incastonata nel cavo dell’ascella.
Al risveglio vi ritrovai l’ora legale,
nascosta tra cristalli liquidi.
Immaginando di scorgere la luna del giorno
prima, sorseggiando un bicchiere d’alba,
puntellai di pericoli le rotaie del quotidiano.

In prossimità del margine, prestare attenzione.
Facendosi margine, aver cura di tralasciare ogni cosa.
Avendo fiducia che tutto, infine, troverà il suo posto.

______________________

Francesco Dal Corso
courtesy of Francesco Marini

Francesco Dal Corso è nato a Mestre il 2 aprile del 1973 e vive in provincia di Venezia con la sua famiglia. Una laurea in filosofia e una passione per l’astronomia, nel suo cursus studiorum. A partire dal 2010 inizia a scrivere secondo una forma minima di costanza, pubblicando alcune cose dapprima sulla piattaforma Splinder (paroleinlontananza) e migrando poi su allorizzonte.wordpress.com. Condivide con Francesco Sarti il “progetto” Feritoie (feritoie.wordpress.com).

Qui puoi scaricare il pdf dell’articolo

2 commenti su “diverse scritture – Francesco Dal Corso (post di natàlia castaldi)

  1. Natàlia ha ritenuto giusta questa pubblicazione.
    Io la ringrazio, non tanto per questo, ma per il modo in cui sa mettersi in ascolto della giustizia. Che è un incontrare l’altro intere epoche prima della sua stessa possibilità.

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