Mese: agosto 2010

  • scrivere poesie ( una lezione di Dylan Thomas) e l’importanza dell’indice.

    si procede per esplosioni grammaticali: dall’inizio alla fine un progetto poetico si fa’ brillante di nuove parole se l’immagine è sola soletta alla porta bussata con cipiglio ombroso; si apre pian piano sul pavimento una macchia rossa (di sangue?) sperimentata curiosa ferita nell’occhio che canta. sarebbe orgogliosa la madre del poeta nel verificare quella gioiosa…

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  • Quante parole ho dovuto imparare

    brian taylor quante altre ingoiare per non vedere più il mondo servivano sempre nuove parole servivano altri significati da inchiodare ai cartellini nel mercato delle cose che aiutano a nascondere il mondo a nasconderci da noi stessi fino a dover braccare il senso bruciare la vista e ritrovarsi dopo molti anni con un pugno di…

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  • circoscriverle

    pierre marcel le parole limitarle sull’uscio lasciarle come ghirlande in mare aperto celebrando un lutto per qualcosa che non ha nome. Naufragando nel suono delle voci cercando la sponda nell’ onda della vocali ci siamo persi    il mondo ci siamo staccati da noi stessi e ancora stiamo nell’arca di un alfabeto scomposto che non contiene…

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  • Tentare

      tentare in subsonici riferimenti alquanto faticosi soppressione livelli termici ordini astratti in ordinodetti e avanza l’incolto frangilometro a distanza numerica altroparlante riflesso           so           so anteposto e sfugge al sospetto d’asma bi-alettica o terminale ellittico qua si aggrappa Maria Grazia Galatà – inedito – 8.2010

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  • Siren | Louise Gluck |trad. di Damiano Abeni

    I became a criminal when I fell in love. Before that I was a waitress. I didn’t want to go to Chicago with you. I wanted to marry you, I wanted Your wife to suffer. I wanted her life to be like a play In which all the parts are sad parts. Does a good…

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  • CELEBRAZIONI

      Toccanti silenzi stendardi, bandiere persino commosse preghiere. Nella folla, tra gli astanti non c’erano gli amici dei mandanti.

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  • Bologna 2 Agosto 1980 – di Marco Ribani (post di natàlia castaldi)

    Anche questa Domenica mattina abbiamo rovinato la festa dei cattolici santificando con l’amore l’inizio di giornata. Lei ha gridato particolarmente forte tutto il suo dolore per non poter accogliere ulteriormente il corpo del suo amante e lui l’ha percorsa come una macchina a vapore lasciandola tra la vita e la morte ai margini di ogni…

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  • sul bordo

      Ha del tarlo il ticchettare leggero, l’invisibile galleria ,   tornante che s’appresta al buio, nascosto.   Tempo, tanto tempo scorso     come di sbieco un’occhiata,    come di volo di piume strappate   nell’aia di cortili d’altro secolo.   Un cunicolo che svetta all’apice dell’idea, tessuto stramato da risvegli    di vecchio corpo, teso all’indietro, di postura e ricordo…   Dove?   Dove finiscono i passi   …sull’orlo del foro?!     – marzo 2010 –

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  • 29/10/93

    Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravidi il barlume del giorno. Allora dissi “sia finita” e mi voltai (Orfeo ne L’inconsolabile di Cesare Pavese, dai Dialoghi con Leucò, Einaudi 1947) Vomito…

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