sul bordo

strage di Bologna - Carosso -

 

Ha del tarlo il ticchettare leggero, l’invisibile galleria ,  

tornante che s’appresta al buio, nascosto.  

Tempo, tanto tempo scorso    

come di sbieco un’occhiata,  

 come di volo di piume strappate  

nell’aia di cortili d’altro secolo.  

Un cunicolo che svetta all’apice dell’idea, tessuto stramato da risvegli   

di vecchio corpo, teso all’indietro, di postura e ricordo…  

Dove?  

Dove finiscono i passi  

…sull’orlo del foro?! 

  

– marzo 2010 –

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