“Chernobylove” di F. Pellegrino

Chernobylove
Francesca Pellegrino

Kimerik, 2010
ISBN 978-88-643-8017-9

È strano come un vuoto
prenda l’esatta forma
del suo contenitore.
accade anche per l’acqua e la luce.
persino io
vado perfettamente addosso
alla pelle che mi contiene

Il 26 aprile del 1986, a causa di un esperimento avventato, esplode l’unità numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina. Si tratta del più grave incidente nucleare della storia. Con Chernobyl, i rischi del nucleare diventano di colpo una minaccia concreta dalle conseguenze drammatiche e tuttora poco conosciute. E proprio dal ricordo di questa catasfrofe prende nome l’ultimo lavoro di Francesca Pellegrino. Siamo di fronte ad una poesia della crisi o meglio una poesia che cerca di gestire come può, per tentativi, una crisi che è data per assodata, forse irreparabile. Venuta meno qualsiasi possibilità di corrispondenza simbolica tra uomo e natura, l’uomo di oggi si ritrova imprigionato in un rapporto metonimico che lo restituisce oggetto tra oggetti. Siamo schiavi dei beni di consumo che il progresso ci ha garantito, costantemente delusi dai surrogati di felicità che i tempi promettono (“In origine eravamo il vetro/dello stesso bicchiere/quello vuoto, messo/su un lato del tavolo/in mezzo alle cose inutili/che ci allontanano”). Non è più praticabile una distinzione tra contenuto e contenitore, tra forma e sostanza. Del resto, la metonimia è una figura psicanaliticamente interessante perchè palesa il divario che si apre fra il senso apparente e il senso rimosso, il significato che era sprofondato sotto il sintomo nevrotico, sotto il significante metaforico. Il giorno dopo la catastrofe è il giorno in cui riconosciamo di far parte di un sistema di disequazioni. Il giorno in cui ricordiamo d’essere stati una musica bellissima anche se adesso siamo corde di una chitarra che nessuno sa più accordare. Cosa fare? Il quotidiano è il terreno da scavare con le unghie, la pietra arida in cui coltivare l’illusione di un amore, l’illusione di poter ricordare e dimenticare ciò che siamo (“Ho mille anni di guerra/da dimenticare, perdonando/(dentro)/un giardino che ha sempre/fatto fiori finti”). La testa, il cuore, è una terra evacuata, abbandonata dai più fortunati perchè contaminata dalle scorie del giorno prima (“e fu la sola pietra/della mia casa”). Tra specchio e sipario, “l’amore è un luogo/sempre altrove”. Non c’è ostentazione di un coraggio eroico, anzi quel che resta di un istinto di sopravvivenza spingerebbe a fuggire la realtà ma ogni strada riporta indietro alle cose vissute, agli oggetti usati, agli slogan pubblicitari, alle maschere, ai trucchi, alle Barbie (“Il giorno dopo il vento/ho tentato una fuga/ero in una stazione, nel mondo/straniera degli altri/e con la religione del silenzio/nel cuore./Essere altrove era come restare/e sono tornata”).

Giovanni Catalano

8 commenti su ““Chernobylove” di F. Pellegrino

  1. Di Francesca ho letto con piacere il primo libro e non posso che aspettarmi altrettanto successo da questo suo secondo, che ancora non ho letto ma che tu, Giovanni, hai così ben introddotto da invogliarmi ad approfondire.
    il gap tra apparenza e sostanza, essere ed avere, fa di noi tutti merce di consumo con breve data di scadenza… è come se sentimenti e relazioni umane fossero divenute tragicamente passibili di imminente expiry date, come una “spada di Damocle” cui risultiamo passivamente assuefatti al punto da accettarla come un dato di fatto. Forse il compito di questa poesia e della poesia contemporanea in genere è anche quello di cercare di minare questa apatia nevrotica, indicandone l’inconcludenza.

    ottimo lavoro Giovanni, ed al libro di Francesca Pellegrino il mio sincero augurio di buon cammino.
    nc

    "Mi piace"

  2. Giovanni, la tua lettura lusinga ogni mia intenzione. Mi ci ritrovo completamente – non posso che ringraziarti di cuore – perché l’ascolto, è il bene più grande di cui disponiamo.

    Natalia, grazie di cuore davvero di seguirmi come fai

    "Mi piace"

  3. Per la tua tenacia per lungo viaggio e il lavoro fin qui portati avanti.
    In bocca al lupo per la nuova pubblicazione, Francesca.

    clelia

    "Mi piace"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: