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  • Flashback 135 – L’uomonero

    12 Il vento soffia forte, annuncia che il tempo sta per cambiare. In casa le cose sembrano animarsi, rumoreggiano la propria esistenza. Le persiane, anche se chiuse, sembrano sbattere. Le porte, lasciate aperte, si discostano dal telaio avanti e poi di nuovo indietro. Tra poco, come da copione, salterà la connessione e poi andrà via… Read more

  • La lingua delle Pinne.

    Sophie Curzon arriva dall’Australia, amante della lingua e della cultura italiana. Nel corso della sua formazione ha scelto di fare dell’italiano la sua lingua poetica. Per realizzare questo suo obiettivo-sogno ha chiesto “aiuto” ad Elisa Biagini decidendo così di trasferirsi temporaneamente in Italia e farsi seguire nella realizzazione di questo progetto che si è poi… Read more

  • Gli anni meravigliosi #18: Oskar Pastior

    La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito… Read more

  • Anna Toscano – my camera journal 5

    Mi lascio alle spalle Buenos Aires che dorme ancora avvolta in un buio che inizia a vacillare. E vado verso l’altra riva, da dove sta affiorando il sole, verso Montevideo. Guardo i passeggeri che si abbandonano al sonno ben chiusi nelle loro giacche, i piedi sulle valige, i più fortunati stesi su due sedili. Solo… Read more

  • in-side stories #6 – Limba

    in-side stories #6  – -Limba (ad Andrea Parodi, in memoria, e a Bruno Lai) C’era questa cosa della Sardegna e dei sardi. C’era questa cosa di cui aveva sentito parlare, qualcuno glielo aveva raccontato. Questa cosa ricordava da molto vicino un luogo comune, eppure sembrava non esserlo. Questa cosa diceva, più o meno, che i… Read more

  • Cartoline persiane#6

    . Caro Rhédi, sono arrivato al porto di Palermo in una calda serata di Luglio. Entrando nella città per vie secondarie, percepivo tutt’intorno un’atmosfera irreale, un desolante silenzio, manco fosse passata la peste. Risalendo il corso principale, cominciai a sentire un fragore di gente, e vidi una moltitudine in lontananza, tanti che io non pensavo… Read more