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da “Dicembre dall’alto” (inedito), di Vittoriano Masciullo
di Vittoriano Masciullo Ueno abitò per poco qui vicino la figlia della signora ota forse anche lei i versi degli animali in cattività o negli spazi museali chiusi noi pure in un cubicolo sulla strada in attesa di in ultimo scattiamo per un o un br amito notturno speriamo non sia omen (AZ785 latitudine piano… Read more
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Anna Maria Carpi, Una moglie
Una moglie Se una volta o l’altra davvero cesseremo di mettere nero su bianco, una cosa ci resterà: la voluttà di guardare il prossimo sconosciuto e congetturare chi sia cosa pensi cosa faccia. Questo appassionato intrattenerci con le sagome umane. E c’è una frase di Tolstoj che non mi esce di mente: «La storia di… Read more
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Davide Maria Quarracino: Frangiflutti (estratti)
Davide Maria Quarracino, Frangiflutti, LietoColle, 2015 * (da L’ultimo di ogni sole) * Perdere con la notte, qualche parte d’ossa, fingere di stare bene, sapere che da soli si ingoiano le proprie croci pesanti sulle spalle, nello stomaco tenerle lì, camminando curvi. * Anche la tua più ridicola caduta è elegante per te anche chiedere dov’è… Read more
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I poeti della domenica #22: Cantami la canzone di un tempo di Sergej Esenin
a mia sorella Šura Cantami la canzone di un tempo, quella che ci cantava la nostra vecchia madre. T’ascolterò, lo giuro, senza rimpiangere le speranze perdute. Canta per me, e al suono di quel dolce motivo può darsi che chiuda gli occhi come per rivedere i contorni del caro viso. Canta, e sarò felice di… Read more
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I poeti della domenica #21: Fabio Franzin, Cavàr erba
Cavàr erba Cavàrla via l’erba, co’e man, bricàrlo tut intièro ‘l ciuff, l’é vardàrse, l’é trar fòra daa tèra vene e nervi, rame de siénzhi sutii che core zo, là tel scuro, in zherca de l’acqua, dea vose che li ‘à persi, un dì, drio l’aria. Cavàr erba, cuzhàdhi, l’é mistièr che ne mostra… Read more
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Del distacco e altre impermanenze, di Ketti Martino (Estratti)
. * Se tu guardassi dal buco che hai tracciato in cielo vedresti il labirinto che conosci e i punti stretti a ricucire albe. . * Quale fosse la dea che mi portava al giorno, non mi è dato sapere ma ricordo il bianco dei tuoi occhi al cielo, contro i palazzi. E le pupille… Read more
