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I poeti della domenica #214: Cesare Pavese, Terra rossa terra nera
Terra rossa terra nera, tu vieni dal mare, dal verde riarso, dove sono parole antiche e fatica sanguigna e gerani tra i sassi – non sai quanto porti di mare parole e fatica, tu ricca come un ricordo, come la brulla campagna, tu dura e dolcissima parola, antica per sangue raccolto negli occhi; giovane,… Read more
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I poeti della domenica #213: Mario Socrate, Per due voci
Per due voci E sia. Tiresia ha chiuse le persiane. Dalle notti fallaci e reticenti – quei cieli pieni d’astri e così spenti – torna a salde ombre pomeridiane. Tocca ad altri affacciarsi: a queste umane nostre nature doppie e divergenti fiutando venti siderei e eventi. Alziamo allora il nostro sguardo da cane agli abissi… Read more
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proSabato: Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto
Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto Al tramonto Ambanelli smetteva di lavorare e andava a sedersi davanti a casa con il figlio del padrone perché voleva imparare a leggere e scrivere. “Cominciamo dall’alfabeto”, disse il ragazzo che aveva undici anni. “Cominciamo dall’alfabeto”. “Prima di tutto c’è A”. “A”, disse paziente Ambanelli. “Poi c’è B”. “Perché prima… Read more
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proSabato: Gian Ruggero Manzoni, La voce #1
1 La voce, dal profondo, sussurrò: “Lo sai chi sono?” L’ufficiale si guardò attorno. Nella trincea era solo. La neve, caduta durante la notte, aveva riempito quasi tutto lo scavo e, dietro e avanti, ogni affronto del terreno, le asperità, le costruzioni degli uomini, i sacchi pieni di terra nera, gli insulti creati per difendersi… Read more
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Fabrizio Strada, da ‘In male aperto’
… Cavallette di mollette Domenica 170. Sono giorni che ti aspetto nel vivaio di Stalin. Dì addio per sempre alla tua vita e vieni con me a fare il fiore. La pace è un morbo. Qui invece facciamo la guerra tutti i giorni travolti dalle tempeste di polline, esausti, la sera raccogliamo i corpi dei… Read more
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Gianluca Garrapa, da ‘Di fantasmi e stasi. Transizioni’
… dall’una all’altra parte del cavedio. nei fossati di luce lunare. appesi a traverse massaie il ricamo. schiuma molteplici quotidianità. d’altra parte il cavedio imparziale. a sguardi di lumache che trascinano. superfici di bava. reattivo soltanto ai millenni. di vagabondaggio quantistico. non può comunicare il falso vuoto. per questo il fascino rotola ai piedi. degli… Read more
