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Luca Benassi, Contro la poetica dell’ovvio
Contro la poetica dell’ovvio Sul numero 7/2017 di «Punto Almanacco di Poesia Italiana» (puntoacapo editore), dato alle stampe la scorsa primavera, pubblicavo un editoriale dal titolo Contro la poetica dell’ovvio. L’occasione era, oltre a quella di rendere conto di un lavoro critico protrattosi per 7 anni, quella di ragionare sulla tendenza di sostituire il… Read more
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Giorgia Meriggi, “Riparare il viola” (di I. Grasso)
Giorgia Meriggi, Riparare il viola (Marco Saya Edizioni, 2017) Recensione di Ilaria Grasso Riparare il viola è l’intrigante titolo della raccolta di Giorgia Meriggi, finalista al Premio Internazionale di Letteratura della città di Como. Prima di leggere queste poesie mi sono interrogata sulla natura di questo colore viola e mi erano venuti in mente… Read more
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Stefano Brugnolo, La tentazione dell’Altro
La tentazione dell’Altro Avventure dell’identità occidentale da Conrad a Coetzee 1 Di cosa parliamo quando parliamo di alterità Prima di cominciare a prendere in esame i testi e di provare a ordinarli secondo qualche criterio, è necessario dire meglio cosa si intende qui per Altro/Altri/Alterità. Sono parole abusate, ma non vedo come potrei astenermi dall’adoperarle.… Read more
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I poeti della domenica #200: Cristina Alziati, È salita sui prati, ti diranno
È salita sui prati, ti diranno che è morta, non dispera. A volte se ne va per la sassaia di versi accartocciati, lungo un greto bianchissimo, che acceca. Osserva rotolare dentro l’acqua mille tracce, di quanto non annota e scorda. Quando si incagliano in un’ansa prende uno stecco e le sospinge un poco. Tuffa a… Read more
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I poeti della domenica #199: Guido Gozzano, L’intruso
Le tre sorelle dalla tela rozza levano gli occhi sbigottite, poi che una voce pervade i corridoi come d’uno che irride o che singhiozza. Il vento in casa! Il vento cresce, cozza, sibila, mugge come cento buoi. Ogni sorella pensa ai casi suoi, l’altra chiamando con la voce mozza. In breve dai soppalchi al limitare… Read more
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Andrea Accardi, Glossario dell’infanzia
Da piccolo nascondevo la morte nelle parole, la chiamavo: meduse arrivate col maestrale, sole nel cortile dopo pranzo, incendio lontano, fulmine, oleandro. Per dire tempo e in qualche modo fermarlo, segnavo i giorni d’estate che mancavano al termine, cercando la barriera tra il prima e il dopo nel conto alla rovescia che precede il… Read more
