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  • proSabato: Gesualdo Bufalino, Il ritorno di Euridice

    Il ritorno di Euridice Era stanca. Poiché c’era da aspettare, sedette su una gobba dell’argine, in vista del palo dove il barcaiolo avrebbe legato l’alzaia. L’aria era del solito colore sulfureo, come d’un vapore di marna o di pozzolana, ma sulle sponde s’incanutiva in fiocchi laschi e sudici di bambagia. Si vedeva poco, faceva freddo,… Read more

  • Due poesie di Mila Lambovska (tradotte da Emilia Mirazchiyska)

    Violoncello capriccioso domenica Conto le cornacchie sto impaludendo fa’ le cose giuste un gargarismo mi arrotondo come lo senti, così pronuncialo eludiamo responsabilità esprimendo i sentimenti con attenzione desideriamo a volte crolliamo in silenzio scaviamo cavità sempre più fonde sempre più addentro per evitare l’incontro pronuncialo anche se di fuoco giugno è quasi luglio passa… Read more

  • «Tutte le poesie 1971-2017» di Biancamaria Frabotta (rec. di G. Ghiotti)

    «Tutte le poesie 1971-2017» di Biancamaria Frabotta di Giorgio Ghiotti   Le raccolte complete di poesie di un autore hanno, di male, il rischio di far perdere una certa scansione temporale, una distanza “naturale” all’interno del percorso poetico tra una fase (una raccolta) e l’altra; hanno di bene, invece, molto di più, riuscendo a restituire in… Read more

  • Intervista ibrida a Gabriele Galloni (di I. Grasso)

    IN CHE LUCE CADRANNO Intervista ibrida a Gabriele Galloni di Ilaria Grasso   Per la raccolta di Gabriele Galloni, In che luce cadranno, ho realizzato qualcosa di diverso dal solito perché ero incuriosita dal fatto che un poeta così giovane si interessasse alla morte tanto da scriverne un’intera raccolta per cui ho contattato Gabriele Galloni… Read more

  • Valentina Colonna, l’inesprimibile sguardo (di R. Canaletti)

    Nella Gymnopedie n. 1 di Satie, Aldo Ciccolini vede un vuoto irrecuperabile. Quello proprio delle note che si posano, quella cadenza docile delle cose che non dovrebbero essere dette e che invece, attraverso l’arte, riescono ad assumere una forma. La cadenza sospesa (2015) recupera Satie in qualche modo, da una certa angolatura si può notare… Read more

  • Luigia Rizzo Pagnin, Chi ti scolpì sapeva…

    Chi ti scolpì sapeva la forma che può prendere straziata la materia di un bronzo. Sapeva come aggricciare nella figura le pieghe e le piaghe della tua resistenza. Partigiana, portata poi sulla riva dell’acqua perché venisse la continua onda a lambirti e a rifarti viva. Quale ragazza a Venezia sa dove ora tu giaci? Quale… Read more