Tutti gli articoli

  • Longitudine

    mare d’ignota percorrenza un gradino in cambusa al terminare scale o capitano ascoltavi deliri e riposavi all’ombra di te stesso. Io raccoglievo in fogli e paratie la mia vita sommersa sognavo di remare alla catena e nell’affanno della latitudine mio capitano cartesiane e trigoni non consentono attracco. Appoggiami l’orecchio sulla vita trentatre sessantaquattro mille mi… Read more

  • Due poesie di Giuseppe Barreca

      La carovana delle malinconie   I) Prima del passaggio Una riflessione che non va giù, e galleggia in gola, senza pietà. La stazione deserta, spenta, inerte e la noia distinta dell’ignoto bacia i semafori verdi. Ma i treni non sanno più muoversi, come me. E allora io adagio questo mio tormentato presente su una… Read more

  • Il ritorno nell’utero – racconto di Giovanni Chiappisi

      Quando capì che la sua ora stava per arrivare, per prima cosa esorcizzò la paura dell’ignoto facendo un po’ di conti. I medici gli avevano dato due mesi di vita, al massimo tre. Giorgio, 60 anni ancora da compiere, aprì un cassetto e tirò fuori un’agenda, una di quelle in finta pelle che regalano… Read more

  • Sembrava – di Maria Grazia Galatà

      sembrava leggera la mano schiusa socchiudendo la porta appena appena isolata isolanti e trambusti di voto tra poco è sera saremo lontani manto montato al calante di tuoni miei e tu che m’abbracci il silenzio giurato al freddo d’abito                         dubbioso salino silente e quel miracolo istante apparente aderenza sincronica distonia [I never gave… Read more

  • “Nel mio paese”, racconto di Luigi Romolo Carrino

    Nel mio paese io mi chiamo Dino Santella, ho trent’anni, insegno inglese alla scuola superiore, l’anno scorso un mio alunno di quindici anni si è buttato di sotto e oggi mi metto paura sotto alla stazione della metropolitana: mi hanno stracciato la giacca, mi sono sporcato i pantaloni. Mi alzo da terra e vedo se… Read more

  • Salvatore Sblando – tre inediti

      OGNI VOLTA CHE PRONUNCIO TE … Ogni volta che pronuncio te comincia un verso nell’a capo di ogni singolo respiro c’è l’impronta dell’affanno e i giorni, si protendono al tempo dal precipizio di una assente punteggiatura Sarà che finora ho scritto ciò che meglio so fare, il fermarsi di un autobus al capolinea e… Read more