Tag: poesia

  • Progetto sperimentale “Supercazzole poetiche ed altri versi”

    Ovvero: illuminanti raggi oscuri sul senso improprio delle parole nei versi e frutta mista di stagione, di Arturo Moll. Supercazzola 0 Dunque non vedi come postribola? …………………..Come del contuso dito contendi il petto che piatto si spiana piano all’indice e all’occhi – ma senza seno? …………………..Costruisci come un coseno osceno ipotetici archi barocchi attorno ad…

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  • Un sogno (E. A. Poe)

    In visioni di notturna tenebra spesso ho sognato svanite gioie mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce m’ ha lasciato col cuore implacato. Ah, che cosa non e’ sogno in chiaro giorno per colui il cui sguardo si posa su quanto a lui e’ d’ intorno con un raggio che, a ritroso,…

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  • Burocrazia

    . Salve, . la presente e il suon di lei – come da oggetto, s’intende – solo se con Outlook sennò è muta, vale come richiesta d’iscrizione ai sensi degli articoli non circoscritti, già sottoscritti dalla segreteria del segretario del partito mai tornato – nemmeno, chessò, una lettera o una telefonata. . Raccomandata con ricevuta…

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  • Philip Gross – Severn Song

    Philip Gross (1942- ) quest’anno ha vinto il prestigioso premio T.S. Eliot, ben 15.000 sterline donate dalla vedova del poeta, Valerie Eliot. E ha vinto con il suo sesto libro di poesia, “The Water Table”, un’opera che ha sorpreso per il fatto di essere, non solo una raccolta di poesie, ma anche “so obviously a…

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  • Paesaggio

    Finestra appena dischiusa corpo reciso dall’ombra metà uomo, metà oscurità Rampicanti avanguardie incalzano avanzi stremati di muro   – si stancano le pietre?   Una bicicletta guida una ragazza e un pacco vento lenisce piaghe di schiuma mare acconsente e prepara la quiete Un gabbiano non si cura di loro né del sole calante volando…

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  • Poesie tratte da “Città biografiche” – Luciano Mazziotta

            Pensa se fosse così la città    Pensa se fosse così la città, se ci fossero le auto ferme ai semafori, e se allo stop bloccassero i cerchi in lega e facessero un cenno con gli abbaglianti. Se gli abitanti abitassero, se sui muri ci fossero luci e pubblicità; se ci…

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  • Pier Paolo 88

    Cosa importano le grida di tua madre se dal corpo sgrava l’utero della civiltà? Sotto l’ampia fronte il tuo pensiero, arricciato tra i solchi delle raggrinzite rughe, grondava le parole del suo privilegio sui tetti gialli che otturavano le case, fino a che non ti si smise il fiato dalla bocca. Dalle tue ceneri rinasce…

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  • Fuorilegge – Natàlia Castaldi

    Non è più tempo, non siamo noi nel tempo, perchè Noi non esistiamo, non ci siamo mai stati né mai ci saremo, quando di noi resterà solo un pronome che senza i nostri occhi, la nostra pelle, le nostre ossa, troverà spazio davanti alla definizione temporale di un’azione noi – Noi – non saremo che…

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  • Utopia – Wislawa Szymborska

    Isola dove tutto si chiarisce. Qui ci si può fondare su prove. L’unica strada è quella d’accesso. Gli arbusti fin si piegano sotto le risposte. Qui cresce l’albero della Giusta Ipotesi con rami districati da sempre. Di abbagliante linearità è l’albero del Senno presso la fonte detta Ah Dunque E’ Così. Più ti addentri nel…

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  • LE MIE CENTO ANIME

    Non trascuriamo le suole e quello che ci dicono calpestando il quasi omonimo suolo. A volte ci restituiscono più di un eco. E capita allora di vedere i sogni più scontati e gli sbertucciamenti disillusi o forse solo il lampo di un attimo accompagnato dal vino dolcemente. Calcare le scene come un dio strafottere la…

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