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Questo intervento segue e conclude quello pubblicato stamattina. «L’Italia che vorrei». Le Confessioni di Ippolito Nievo e Noi Credevamo di Anna Banti e Mario Martone: tre ‘Risorgimenti’ che si stringono la mano. Seconda parte © Alessandra Trevisan 3. Contro i ‘revisionismi’: la prospettiva novecentesca di Anna Banti Anna Banti[1] pubblica Noi Credevamo nel 1967, in…
«L’Italia che vorrei». Le Confessioni di Ippolito Nievo e Noi Credevamo di Anna Banti e Mario Martone: tre ‘Risorgimenti’ che si stringono la mano. Parte Prima © Alessandra Trevisan Ora se c’è una cosa amara, desolante è quella di capire all’ultimo momento che l’idea giusta era un’altra, un altro movimento. Moriamo per delle idee, va…
47 Le macchine che passano lungo la strada statale rallentano in prossimità della curva, qualcuno per via dei cartelli e qualcuno per la curiosità. Ogni tanto uno dei conducenti si accorge che ci sono due figure sulla montagna, vicino al bunker. Io continuo a scrivere, ripetendo le parole nella mente, e intanto mi chiedo cosa…
da Inedite qualità (2012-2014) * – – il corpo ha conosciuto vari livelli e profondità della luce e di ognuno ha preso biologica nota anche dello spiraglio anche dell’abbacino ora vorrebbe stare in una luce distratta e calma che può continuare se stessa senza pena per puro irraggiamento di semplice attesa – – * –…
Foglio di congedo permanente (2004-2011) Confessione sommaria 2.0. Intento a decifrare circostanze bossoli, accadimenti considero i limiti di una sintesi la sua possibilità più o meno assurda enumero le separazioni avvenute e intravedo le prossime, la febbre promuove stasi e retroazione l’acqua ristagna, invecchia la pietra lima nei secoli il testo, il marmo, la…
Debutta oggi la nuova collana di Neri Pozza “Le Grandi Scrittrici” a cura di Monica Pareschi (che ringrazio per questa anteprima). Il primo romanzo è l’indimenticabile Jane Eyre, in questa nuova edizione, introdotto da Tracy Chevalier e tradotto da Monica Pareschi, presentiamo qui alcune pagine dal primo capitolo. (gianni montieri) * “Si dicono classici quei…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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