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SOLO 1500 n. 5 – l’uomo delle figurine Il ragazzo seduto di fronte a me, in treno, indossa una brutta camicia a righe e strani occhiali da vista, modello anni ottanta. Parla al telefono con voce da adolescente, ripetendo, più volte, a chi l’ascolta all’altro capo, che arriverà a Padova in anticipo, essendo riuscito a…
Enzo Campi E se la pianura fosse un’isola? Uno sguardo su Il peso di pianura di Nadia Agustoni . E se la pianura fosse un’isola? Si potrebbe circumnavigarla e/o transitare sui suoi limiti, frequentarne i margini. Ma si potrebbe anche precipitare in essa. Vista dall’alto essa assume la configurazione di un buco. È sempre…
La seguo da anni, soprattutto come amica e poi come poetessa e fotografa. In questa sua seconda creatura c’è tutto quello che l’ha formata nel bene e nel male. Qui c’è il suo corpo, che ama e si addolora, la sua scrittura è cresciuta evolvendosi nella bellezza ma anche nell’asciuttezza che sa riempire. Versi lunghi…
era quella del profumo. Un numero particolare messo apposta per lei, macchia magra cinque regalata da una sorella, o da una zia, e diventata enorme, adesso, era voluta, una macchia ben voluta, come dire una macchina, e si ingigantiva progressive, diventava un tir quella bontà di frutta, quella magia dorata e argenta, mirra! La santa…
Sabato 18 giugno 2011 alle 23, c’è stato il ritorno di PNG – Persona Non Governabile. Riuniti dopo due anni e mezzo, ultima apparizione nel novembre del 2009, al Titty Twister di Selargius [Ca]. La formazione iniziale comprendeva Arnaldo Pontis, ora è stabilmente il duo Mangone&Belli, in precedenza l’acronimo PNG voleva dire Persona Non Grata,…
SOLO 1500 N. 4 – INVIDIA, il quarto d’ora di Francesco De Gregori “Una mattina uscendo di casa, ho visto che il marciapiede era pieno di siringhe. Ho pensato non mi riguarda finché mio figlio non si punge lì, giocando. “ La frase è di Francesco De Gregori (intervista di Fabio Santini). Quella stessa mattina…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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