Corpo Interrotto di Monica Ferretti

La seguo da anni, soprattutto come amica e poi come poetessa e fotografa.
In questa sua seconda creatura c’è tutto quello che l’ha formata nel bene e nel male.
Qui c’è il suo corpo, che ama e si addolora, la sua scrittura è cresciuta evolvendosi nella bellezza ma anche nell’asciuttezza che sa riempire.
Versi lunghi senza una tregua, vanno dritti al cuore, vanno dritti all’anima e non cercano rifugio non più.

dall’introduzione di Alessandro Assiri:

Troppo comodo per l’autrice ribadire che si scrive sempre da una lontananza, perchè qui il testo si dipana nel conflitto col gigante che spezza i desideri, fossero pure quelli di essere diversi.L’autrice abilmente ricompone un mosaico identitario usando i tasselli dell’assenza, ma senza presunzioni difensive o assolutorie. Paradossalmente la scrittura diventa un riposo che permette di chiedere, ma non di insistere, di chiedere a una parola di farsi inizio di una vicenda corporea.

Ed. Thauma, 2011


*

mio padre è sparito una mattina d’inverno
con parole che non conoscevo diceva: devo andare
d’un tratto il freddo ha annullato ogni cosa
impedendomi di trovare i segni delle mie origini

*

sai non è colpa di nessuno, solo ci si aspettava
come ci si era lasciati, con le calze a righe senza
il male del silenzio, ciascuno a modo suo a
difendere la vita che cresceva, le spalle curve
di un sarebbe stato che arrivava poi così, senza
sapere di non poter restare

*

il corpo cade dall’alto lo vedo lo conto lo misuro
in dipendenza da forme che lasciano un ricordo
sempre uguale di una geometria che non ubbidisce
più alle mie follie nemmeno il sonno mi toglie il mio
peso

Nota Biografica

Monica Ferretti nata a Verona nel 1972, pubblica il suo primo lavoro “Precario disequilibrio” nel 2008 e nella fotografia trova un’altra delle sue forme d’espressione.
A Verona, nonostante il periodo non ottimo dell’economia italiana, ha avuto il coraggio di aprire una libreria, “Bocù”, percorso e passione che condivide con il suo compagno Alessandro Assiri.

8 comments

  1. anche mio padre è sparito una mattina d’inverno. Mi hai fatto piangere i tuoi versi li prendo per me. Scrivi ancora.

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  2. Davvero un gran bel libro, da leggere. La scrittura di Monica è decisamente incisiva, originale. La sua è una voce che cattura.
    Grazie.
    Stefania

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  3. ci sono passaggi che mi hanno colpito e poi quelo stile asciutto come “a riposo”, quasi staccato dall’ora, dal foglio, dal nero che avanza

    una bella proposta, grazie
    Elina

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