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Bisognerebbe esser capaci di raccontare le cose, spiego a Sogliani, mica come le raccontiamo noi. A parlare è Gerasim, narratore di una storia che da sola occuperebbe poche pagine: quella della passione del parroco Zuckermann, ebreo convertito per chiamata divina e già santo per la comunità di Zobolo Santaurelio Riviera, verso la bella Romana.…
Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 Dario Il nome poi glielo metteranno sul cartellino, ma lui lo darà falso. Ci pensa, a un nome credibile. Poi intravede il collega. È già lì seduto in poltrona con il giornale aperto e l’aria concentrata. Quando Dario gli passa affianco, sulla banchina, quello, da dentro il vagone,…
Una frase lunga un libro #35: Luciano Funetta, Dalle rovine, Tunué, 2015, € 9,90 * Quando Rivera se ne andò, nessuno lo vide a parte noi. Lo guardammo mentre si allontanava e scompariva tra gli alberi, lo osservammo inoltrarsi nella prigione di rami, dentro la vegetazione dove ad aspettarlo erano in due, in tre o in…
Fabio Franzin, Sesti/Gesti, puntoacapo editrice, 2015, € 16,00 * Le poesie di Fabio Franzin arrivano da molte direzioni, da tutte le direzioni azzarderei. Fanno il giro lungo, fanno il giro breve, ti scavano un solco intorno, ti risucchiano e poi ti riportano indietro, sporco di terra, pieno di qualcosa, qualcosa che ti resterà addosso, dentro, qualcosa…
Ai margini non ci sono nomi, ma corridoi vuoti e macchinette rotte. . . Da molto ripeto a me stesso che bisognerebbe continuare a pubblicare piccole plaquette di poesie invece di pseudo libri compiuti; accogliere meno l’estro ineducato di chi vuole a tutti i costi vedersi pubblicare un titolo uguale a tanti altri; educare, insomma, a misurare…
Di un libro bisognerebbe avere la possibilità, a volte, di non leggere fascette o quarte di copertina. Di più: bisognerebbe avere la possibilità di non sapere a quale genere si dedica, principalmente, il suo autore. Potrebbe essere il caso di Mele bianche di Jonathan Carroll (2002, in Italia di nuovo con Fazi 2015, traduzione di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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