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Luigi Malerba, La scoperta dell’alfabeto Al tramonto Ambanelli smetteva di lavorare e andava a sedersi davanti a casa con il figlio del padrone perché voleva imparare a leggere e scrivere. “Cominciamo dall’alfabeto”, disse il ragazzo che aveva undici anni. “Cominciamo dall’alfabeto”. “Prima di tutto c’è A”. “A”, disse paziente Ambanelli. “Poi c’è B”. “Perché prima…
1 La voce, dal profondo, sussurrò: “Lo sai chi sono?” L’ufficiale si guardò attorno. Nella trincea era solo. La neve, caduta durante la notte, aveva riempito quasi tutto lo scavo e, dietro e avanti, ogni affronto del terreno, le asperità, le costruzioni degli uomini, i sacchi pieni di terra nera, gli insulti creati per difendersi…
… Cavallette di mollette Domenica 170. Sono giorni che ti aspetto nel vivaio di Stalin. Dì addio per sempre alla tua vita e vieni con me a fare il fiore. La pace è un morbo. Qui invece facciamo la guerra tutti i giorni travolti dalle tempeste di polline, esausti, la sera raccogliamo i corpi dei…
… dall’una all’altra parte del cavedio. nei fossati di luce lunare. appesi a traverse massaie il ricamo. schiuma molteplici quotidianità. d’altra parte il cavedio imparziale. a sguardi di lumache che trascinano. superfici di bava. reattivo soltanto ai millenni. di vagabondaggio quantistico. non può comunicare il falso vuoto. per questo il fascino rotola ai piedi. degli…
… Come l’occhio di Picasso Una gamba per una testa su appena giù sotto l’altra la spalla dietro il gomito chiuso ad angolo e giù le mani lunghissime come zanne ad alzare il canto. Un elefante agile scende dagli alberi per salvare la sua scimmia e scacciare la follia come una mosca fastidiosa che ronza…
Davide Orecchio, Mio padre la rivoluzione, minimum fax, 2017 Quando un libro mi conquista è facile che mi resti in testa per settimane, che alcune frasi mi si ricompongano nella mente mentre sto facendo qualunque altra cosa, un po’ come accade con le belle poesie. Stai camminando e ti tornano nitidi e perfetti due versi…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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