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Le cronache della Leda #11- Tutta colpa di Gabriel García Márquez
Continua a leggere: Le cronache della Leda #11- Tutta colpa di Gabriel García MárquezLe cronache della Leda #11 – Tutta colpa di Gabriel García Márquez Mi ha telefonato l’avvocato, mi ha detto che è morto Gabriel García Márquez. Me l’ha detto così di botto senza nemmeno domandarmi come stessi, sono le sue piccole vendette per i romanzi che gli propino, facendolo sembrare un ignorante. Schermaglie tra amici, lui…
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Flashback 135 – Ricordare
Continua a leggere: Flashback 135 – Ricordare51 Come se niente fosse, mia madre chiede ancora perché continuano a sbarcare in Sicilia; la guardo e solo adesso mi accorgo di quanto il volto somigli a quello di suo fratello. È già la quarta volta, oggi, che provo a spiegarle qual è la situazione in Siria; le parlo della guerra, dei soldi…
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Le cronache della Leda #10 – Le biciclette
Continua a leggere: Le cronache della Leda #10 – Le bicicletteLe cronache della Leda #10 – Le biciclette (a andrea pomella e marco rossari) Una volta hanno votato la cittadina dove vivo, paese come lo chiamo io, tra le dieci più ciclabili d’Italia. In piazza, nei negozi, per un mese o due non si era parlato d’altro. Quindi andare in bici era una cosa…
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Mai più senza #7 – Una storia in Danimarca
Continua a leggere: Mai più senza #7 – Una storia in Danimarca“Mai più senza” è una rubrica di recensioni che raccoglie libri celebri e non, italiani e stranieri, editi da più o meno tempo, in maniera apparentemente indistinta: “Mai più senza” è stata, infatti, l’esclamazione che la curatrice ha rivolto a uno scatolone di libri, qualche giorno dopo un trasloco. Questo l’unico criterio: la condivisione di…
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Flashback 135 – Concia(ti)
Continua a leggere: Flashback 135 – Concia(ti)50 Viene Torino insieme alla sera. Poteva essere ottobre ma meglio sarebbe stato più avanti. Sentire l’inverno nel piatto e nei bicchieri e gli amici intorno. La concia di Marco è più gialla della mia, cosa che concede a lui qualcosa di più autunnale. Io mangio la mia polenta come se fosse già più freddo,…
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Le cronache della Leda #9 – Pregando davanti a una cornice Ikea
Continua a leggere: Le cronache della Leda #9 – Pregando davanti a una cornice IkeaLe cronache della Leda #9 – Pregando davanti a una cornice Ikea Non parlo di mio figlio. Non adesso, non ancora, non è questo il tempo. Sappiate che ci vogliamo bene, che ci parliamo, che mi manca, quindi niente per cui dobbiate preoccuparvi. Ci sono delle cose, cose tra genitori e figli, cose…
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Flashback 135 – Gli altri
Continua a leggere: Flashback 135 – Gli altri49 La signora, sulla soglia del negozio, guarda il degrado della piazza e scuote la testa. Non facciamo in tempo a entrare che riprende: da quando ci sono loro, non si vive più. I negozianti vicini, dice indicando due vetrine dall’altra parte della strada, hanno chiuso, stanchi di rapine e angherie; tutta colpa loro. Il…
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Le cronache della Leda #8 – La lampada, lo specchio, la Wanda
Continua a leggere: Le cronache della Leda #8 – La lampada, lo specchio, la WandaLe cronache della Leda # 8 – La lampada, lo specchio, la Wanda Hanno ricoverato la Wanda in ospedale. Un malore, niente di grave, la terranno lì qualche giorno in osservazione e le faranno degli accertamenti. Mi ha avvertito l’Adriana. L’hanno portata al Biraghi, lo stesso ospedale dove ha lavorato fino alla…
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Cartoline persiane#11
Continua a leggere: Cartoline persiane#11. Caro Rhédi, alla fine mi hanno coinvolto in una partita di calcetto. Dal momento che ero l’ultimo arrivato, mi hanno messo in porta. E dal momento che non avevo un completo adatto, ho giocato in pigiama. La mia squadra era molto più forte dell’altra, e per questo ho passato buona parte della partita…
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Corpo a corpo # 2: Viene la prima, di Milo De Angelis
Continua a leggere: Corpo a corpo # 2: Viene la prima, di Milo De Angelis. «Oh se tu capissi: chi soffre chi soffre non è profondo». Sobborghi di Milano. Estate. Ormai c’è poca acqua nel fiume, l’edicola è chiusa. «Cambia, non aspettare più». Vicino al muro c’è solo qualche macchina. Non passa nessuno. Restiamo seduti sopra il parapetto. «Forse puoi ancora diventare solo, puoi ancora sentire senza pagare, puoi…