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Quando imparammo a tremare (23/11/1980 – 23/11/2015)
Continua a leggere: Quando imparammo a tremare (23/11/1980 – 23/11/2015)Quando imparammo a tremare (23/11/1980 – 23/11/2015) (per Angela, mia sorella) * (XX frammento, Napoli 2007) A volte si ritorna per capire se qualcuno o qualcosa riconoscerà i nostri lineamenti ispessiti, la fosforescenza che attraversò la nostra adolescenza, l’ardore che avvampa le notti e le albe che ci ha reso vivi, per specchiarsi nei vetri…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 Dario
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 DarioPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 Dario Il nome poi glielo metteranno sul cartellino, ma lui lo darà falso. Ci pensa, a un nome credibile. Poi intravede il collega. È già lì seduto in poltrona con il giornale aperto e l’aria concentrata. Quando Dario gli passa affianco, sulla banchina, quello, da dentro il vagone,…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 Carlo
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 CarloPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 Carlo A volte sì, a volte io mi accorgo di come sono vestito. Passiamo davanti a una vetrina e io mi avvedo di come vado in giro conciato. Sì, a volte io mi avvedo di essere vestito come un deficiente. La gente non crede che io possa raggiungere…
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Anna Maria Carpi, Una moglie
Continua a leggere: Anna Maria Carpi, Una moglieUna moglie Se una volta o l’altra davvero cesseremo di mettere nero su bianco, una cosa ci resterà: la voluttà di guardare il prossimo sconosciuto e congetturare chi sia cosa pensi cosa faccia. Questo appassionato intrattenerci con le sagome umane. E c’è una frase di Tolstoj che non mi esce di mente: «La storia di…
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Ivano Mugnaini, Cesare e Moonlover
Continua a leggere: Ivano Mugnaini, Cesare e MoonloverMOONLOVER: Caro Cesare, molti anni dopo la tua scomparsa gli occhi della morte non ti hanno raggiunto, non hanno ammantato di oblio il tuo ricordo, l’essenza delle tue parole, ciò che hai scritto e testimoniato attraverso il mestiere più duro ed ingrato: quello di uomo, di uomo solo. Per rivolgermi a te avrei voluto adottare…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 Alberto
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 AlbertoPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 Alberto Alberto è grosso. È sempre stato grosso, non è un problema. Sono le camicie il problema. Ste fottute camicie, che per quanto grandi le prenda gli strizzano sempre il collo. Alberto non è grasso, è proprio grosso. Ha un grosso stomaco prominente ma è anche alto, con…
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Una frase lunga un libro #33: Rodolfo Walsh, Fotografie
Continua a leggere: Una frase lunga un libro #33: Rodolfo Walsh, FotografieUna frase lunga un libro #33: Rodolfo Walsh, Fotografie, La Nuova Frontiera, 2014. Traduzione di Anna Boccuti e Elena Rolla; € 17,00, ebook € 6,99 * E adesso nessuno può dire che non le ho intimato l’alt, come di rigore, a cui lei non ha risposto, e che non ho sparato un colpo di avvertimento, come…
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Giuseppe Ceddia, Soli nell’autunno che ci uccide
Continua a leggere: Giuseppe Ceddia, Soli nell’autunno che ci uccideSoli nell’autunno che ci uccide a Tommaso Landolfi Il giorno in cui fu licenziato dal lavoro Guido Stuparich si svegliò con un grosso bubbone sulla tempia sinistra. Il licenziamento non avvenne per malsane cause legittimate dall’assenteismo o da comportamenti equivoci, bensì per mera mancanza di fondi adusi a pagare il personale…
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La botte piccola #2: Andreas Eschbach, “Ti vedrò ancora”
Continua a leggere: La botte piccola #2: Andreas Eschbach, “Ti vedrò ancora”La botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 Desi
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 DesiPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 Desi Gli Abbronzatissimi, così si chiamavano fra loro. Il nome veniva da una cosa che era successa un giorno e che poi ci avevano riso sopra per un pezzo. Era passato dai giardinetti uno, che era uguale ai tanti tizi in giacca e cravatta che passavano di là…