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I poeti della domenica #389: David Maria Turoldo, Epilogo provvisorio
Continua a leggere: I poeti della domenica #389: David Maria Turoldo, Epilogo provvisorioEpilogo provvisorio Gloria alla tua fatica di essere, di essere sempre, di continuare ad essere! Ma è per il Nulla che sei te stesso, senza il Nulla Tu saresti ogni cosa e tutto sarebbe indistinto e immobile. . * * * Vera tua onnipotenza è…
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proSabato: Luigi Pirandello, Candelora – La carriola
Continua a leggere: proSabato: Luigi Pirandello, Candelora – La carriola…Quand’ho qualcuno attorno, non la guardo mai; ma sento che mi guarda lei, mi guarda, mi guarda senza staccarmi un momento gli occhi d’addosso. …Vorrei farle intendere, a quattr’occhi, che non è nulla; che stia tranquilla; che non potevo permettermi con altri questo breve atto, che per lei non ha alcuna importanza e per me…
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proSabato: Clara Sereni, Prendersi la notte
Continua a leggere: proSabato: Clara Sereni, Prendersi la notte…Anche senza riflettori, la scalinata di Trinità dei Monti è un palcoscenico regale. E da padron del mondo discende Patrizia: con le gambe giovani negli stivali dai tacchi alti, gli hot-pants che le segnano il corpo, la grande mantella di maglia che ondeggia al vento, celando e mostrando. …Patrizia fa spaziare lo sguardo sulla prospettiva…
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«nessun rimpianto mi prende di quella che fu la vita»: su una citazione di Goliarda Sapienza (1924-1996)
Continua a leggere: «nessun rimpianto mi prende di quella che fu la vita»: su una citazione di Goliarda Sapienza (1924-1996)Da quando sono nata niente mi sorprende, niente mi entusiasma, ma questo senza dolore o invidia per gli altri che «vivono». A tredici anni vidi mia sorella piangere disperatamente e poi ridere come solo lei sa ridere di gioia. La sua gioia mi fece capire che nessuno poteva essere bello come lei. Nessuno, e capii…
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«Non fate troppi pettegolezzi»
Continua a leggere: «Non fate troppi pettegolezzi»Com’è noto, Cesare Pavese pose fine alla sua vita nella notte fra il 26 e il 27 agosto del 1950, in una stanza dell’Albergo Roma, a Torino. Sul comodino c’era la sua ultima opera, Dialoghi con Leucò, il libro cui teneva di più («l’unico che vale qualcosa» scrisse in una lettera). Pochi mesi prima, a…
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proSabato: Giovanni Comisso, Orfeo in cucina
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Comisso, Orfeo in cucinaSONO ANDATO alla fiera annuale, poco fuori dalla città, curioso di osservare le contrattazioni di bestiame e anche di rivedere da vicino questi animali dopo tanto che non ho più familiarità con loro. Mi ritrovavo come quando si andava di primo mattino ai mercati, intontito dal sonno e dal sole che batteva dovunque sugli occhi.…
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I poeti della domenica #384: Rocco Scotellaro, La prima di agosto
Continua a leggere: I poeti della domenica #384: Rocco Scotellaro, La prima di agostoLA PRIMA DI AGOSTO a Manlio Rossi-Doria In un momento cesserà la giostra delle giumente bendate che trebbiano a giri vorticosi sulle aie. Hanno bisogno d’essere cantate allora si mettono al trotto e gli uomini sanno farle sognare: O esauste fontane, a briglie lente, dopo i picchi fatigati, o amore sommo dell’uomo un vero…
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I poeti della domenica #383: Rocco Scotellaro, Verde giovinezza
Continua a leggere: I poeti della domenica #383: Rocco Scotellaro, Verde giovinezzaVERDE GIOVINEZZA C’è tempo quando abbondano lucertole nelle vigne e a qualcuna nuova coda inazzurra, quando nei campi spuntano covoni impazienti di fuoco e la cicala assorda e mi tappa l’orecchio alle campane, alle canzoni, al lungo richiamo di mamma che mi rivuole vicino e suo. Quando la fiumara è bianca… Allora mi voglio…
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PoEstate Silva: Stefano D’Arrigo, In una lingua che non so più dire
Continua a leggere: PoEstate Silva: Stefano D’Arrigo, In una lingua che non so più direIN UNA LINGUA CHE NON SO PIÙ DIRE Nessuno più mi chiama in una lingua che mia madre fa bionda, azzurra e sveva, dal Nord al seguito di Federico, o ai miei occhi nera e appassita in pugno come oliva che è reliquia e ruga. O in una lingua dove avanza, oscilla col suo…
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I poeti della domenica #382: Remo Pagnanelli, “i giardini che sperimentano per primi”
Continua a leggere: I poeti della domenica #382: Remo Pagnanelli, “i giardini che sperimentano per primi”i giardini che sperimentano per primi il silenzio del tramonto alzano dalle rose un vento di lamento tutto ciò che è inanimato geme sotto d’obliquo luci nel mare allora andando in un’oscurità maggiore sogna l’alito di Dio e vedine la chiarità che salva Remo Pagnanelli, Quasi un consuntivo (1975-1987), a cura di Daniela…