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I poeti della domenica #400: Eugenio Montale, Siria
Continua a leggere: I poeti della domenica #400: Eugenio Montale, SiriaSiria Dicevano gli antichi che la poesia è scala a Dio. Forse non è così se mi leggi. Ma il giorno io lo seppi che ritrovai per te la voce, sciolto in un gregge di nuvoli e di capre dirompenti da un greppo a brucar bave di pruno e di falasco, e i volti scarni…
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I poeti della domenica #399: Eugenio Montale, Gli orecchini
Continua a leggere: I poeti della domenica #399: Eugenio Montale, Gli orecchiniGli orecchini Non serba ombra di voli il nerofumo della spera. (E del tuo non è più traccia). È passata la spugna che i barlumi indifesi dal cerchio d’oro scaccia. Le tue pietre, i coralli, il forte imperio che ti rapisce vi cercavo; fuggo l’iddia che non s’incarna, i desiderî porto fin che al…
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proSabato: Cesare Zavattini, Il solito passo e Alla porta
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Il solito passo e Alla portaA Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica proSabato sul nostro blog. IL SOLITO PASSO – ottobre 1953 – Il solito passo lungo via Vasi, legnano eventi questo passo alle cinque in punto, un passo calmo e sonoro che sparisce verso la Nomentana; non sapevo…
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Quando l’amore arde al condizionale: «La morte di Penelope» (nota di Paolo Steffan)
Continua a leggere: Quando l’amore arde al condizionale: «La morte di Penelope» (nota di Paolo Steffan)Maria Grazia Ciani, La morte di Penelope, Venezia, Marsilio, 2019, 95 pp., 12 euro. Racconto all’apparenza leggero ma subito penetrante, La morte di Penelope di Maria Grazia Ciani (Marsilio 2019) gioca sulla superficialità di un velo per dare profondità al mistero dell’animo di una donna straordinaria: è Penelope, sposa di Odisseo e presidio incrollabile in…
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I poeti della domenica #398: Antonino Caponnetto, Senza titolo
Continua a leggere: I poeti della domenica #398: Antonino Caponnetto, Senza titoloSenza titolo La verità che tante volte inseguo è quella inafferrabile di un dormiveglia quando è quasi l’alba, perturbante pensiero e desiderio che il risveglio cancella in un istante. La cerco sul tuo viso mentre dormi. E tu ti sveli come un singhiozzo. Un nodo in gola, un vuoto, una morte. . Antonino Caponnetto,…
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I poeti della domenica #397: Ferruccio Brugnaro, Non si può spegnere
Continua a leggere: I poeti della domenica #397: Ferruccio Brugnaro, Non si può spegnereNON SI PUÒ SPEGNERE Il mio grido è una ferita angosciosa . una grande ferita. Il mio grido è un acido . forte, deciso entro una quiete millenaria . …
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proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950A Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica «proSabato» sul nostro blog. IL CONTADINO – 1950 – Un contadino arava e pensava: bevo o no? Il bottiglione dell’acqua era fra l’erba, all’ombra. Berrò quando avrò fatto il giro del campo, proverò più piacere, va’,…
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I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari
Continua a leggere: I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari. t’innevi in azzurri lacustri e rari, fiumi di cere e nevi in lumi e ori, da rive m’inorli, da luce azzurra invaghita, là nel selvoso manto di neve smarrita, e di gioielli il bosco contempla rami e pini; t’innamori d’aria appassita come un ciclamino. . Roberto Lamantea, in Xilofonie, 1994
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I poeti della domenica #395: Roberto Lamantea, Se la dolcezza è delicata mimosa
Continua a leggere: I poeti della domenica #395: Roberto Lamantea, Se la dolcezza è delicata mimosaSe la dolcezza è delicata mimosa la ferita sanguinerà quarzo, la memoria oscillerà da rèsine e cere. La bellezza si specchia in pugnali d’oro. L’alba gelata, le rose selvatiche, i cardi velenosi lo sanno. . 31-XII-1978 ore 21.35 Roberto Lamantea, in Xilofonie, 1994
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Giovanni Peli, Onore ai vivi. Nota di lettura di Michele Paoletti
Continua a leggere: Giovanni Peli, Onore ai vivi. Nota di lettura di Michele PaolettiDi fronte a sedici millimetri di vita altra che sarà, Giovanni Peli sceglie di cantare in maniera lucida e onesta e lo fa con parole crude e affilate. Canta la nascita, canta il desiderio, l’attesa e non la speranza e attraverso il canto cerca di riportare la parola alla sua origine, ad una nudità, una…