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I poeti della domenica #401: Mario Luzi, “Al giogo della metafora…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #401: Mario Luzi, “Al giogo della metafora…”Al giogo della metafora – così ci sovvengono esse. Scioglile dal quel giogo, lasciale al loro nome le cose che nomini, . è sciocco confermarle in quella servitù. . …
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proSabato: Cesare Zavattini, Una raccomandazione
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Una raccomandazioneA Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica proSabato sul nostro blog. * UNA RACCOMANDAZIONE – 27 giugno 1960 – Sono corso al paese per il funerale di un amico morto troppo giovane. Sarebbe facile amare Dio se sapesse niente di quanto succede, ma sa…
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Venezia Novecento: le voci di Paola Masino e Milena Milani. Convegno Internazionale a Ca’ Foscari
Continua a leggere: Venezia Novecento: le voci di Paola Masino e Milena Milani. Convegno Internazionale a Ca’ FoscariConvegno Internazionale di Studi Venezia Novecento: le voci di Paola Masino e Milena Milani Università Ca’ Foscari di Venezia 17 e 18 ottobre 2019 Venezia e due autrici al centro di un Convegno Internazionale di Studi che si terrà il prossimo 17 e 18 ottobre all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Protagoniste Paola Masino e Milena Milani, la…
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I poeti della domenica #400: Eugenio Montale, Siria
Continua a leggere: I poeti della domenica #400: Eugenio Montale, SiriaSiria Dicevano gli antichi che la poesia è scala a Dio. Forse non è così se mi leggi. Ma il giorno io lo seppi che ritrovai per te la voce, sciolto in un gregge di nuvoli e di capre dirompenti da un greppo a brucar bave di pruno e di falasco, e i volti scarni…
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I poeti della domenica #399: Eugenio Montale, Gli orecchini
Continua a leggere: I poeti della domenica #399: Eugenio Montale, Gli orecchiniGli orecchini Non serba ombra di voli il nerofumo della spera. (E del tuo non è più traccia). È passata la spugna che i barlumi indifesi dal cerchio d’oro scaccia. Le tue pietre, i coralli, il forte imperio che ti rapisce vi cercavo; fuggo l’iddia che non s’incarna, i desiderî porto fin che al…
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proSabato: Cesare Zavattini, Il solito passo e Alla porta
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Il solito passo e Alla portaA Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica proSabato sul nostro blog. IL SOLITO PASSO – ottobre 1953 – Il solito passo lungo via Vasi, legnano eventi questo passo alle cinque in punto, un passo calmo e sonoro che sparisce verso la Nomentana; non sapevo…
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Ginevra Lamberti, Perché comincio dalla fine – nota di lettura
Continua a leggere: Ginevra Lamberti, Perché comincio dalla fine – nota di letturaSta di fatto che Sacca, per tutta risposta, ha chiesto a Giulia di bussare sul muro di camera sua, e a me di andare a bussare su quello della camera per pellegrini globali, entrambi confinanti con la parete che stava auscultando da chissà quanto. Così Sacca, con la faccia di chi si è appena svegliato…
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proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950
Continua a leggere: proSabato: Cesare Zavattini, Il contadino – 1950A Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è dedicata questo mese la rubrica «proSabato» sul nostro blog. IL CONTADINO – 1950 – Un contadino arava e pensava: bevo o no? Il bottiglione dell’acqua era fra l’erba, all’ombra. Berrò quando avrò fatto il giro del campo, proverò più piacere, va’,…
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I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari
Continua a leggere: I poeti della domenica #396: Roberto Lamantea, t’innevi/ in azzurri lacustri e rari. t’innevi in azzurri lacustri e rari, fiumi di cere e nevi in lumi e ori, da rive m’inorli, da luce azzurra invaghita, là nel selvoso manto di neve smarrita, e di gioielli il bosco contempla rami e pini; t’innamori d’aria appassita come un ciclamino. . Roberto Lamantea, in Xilofonie, 1994
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proSabato: Gianni Rodari, La giostra di Cesenatico
Continua a leggere: proSabato: Gianni Rodari, La giostra di Cesenatico…Una volta a Cesenatico, in riva al mare, capitò una giostra. Aveva in tutto sei cavalli di legno e sei jeep rosse, un po’ stinte, per i bambini di gusti più moderni. L’ometto che la spingeva a forza di braccia era piccolo, magro, scuro, e aveva la faccia di uno che mangia un giorno sì…