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I poeti della domenica #393: Antonio Colinas, Para olvidar el odio
Continua a leggere: I poeti della domenica #393: Antonio Colinas, Para olvidar el odioPara olvidar el odio (11 de marzo de 2004) Acaso lo más duro y lo más cruel no sea el abrir violentamente lo negro en lo blanco: en la armonía el caos, en ojos inocentes un cuchillo de ira, en los labios más tiernos de juventud la muerte. Acaso lo más duro sea el…
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I poeti della domenica #392: Stefano Dal Bianco, A uno dei tanti che rimarranno fermi
Continua a leggere: I poeti della domenica #392: Stefano Dal Bianco, A uno dei tanti che rimarranno fermiA uno dei tanti che rimarranno fermi Che cosa posso dirti di me, di dove sono, che tu potessi raccontare agli altri… Racconta loro che non ci sono più che sono un altro, fatto simile ad altri, che non ho più tempo per nessuno, che ho perso la testa e l’ho rimessa a…
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I poeti della domenica #391: Roberto Deidier, “Che colore parlano le tue parole”
Continua a leggere: I poeti della domenica #391: Roberto Deidier, “Che colore parlano le tue parole”Che colore parlano le tue parole Oggi che il sole è un vuoto tra le nuvole Ed è un secolo lo spazio tra i tuoi occhi: Ci cade ogni mia nascita, ogni morte, La mia mano che accompagna l’erba Quando la piega il vento da Roberto Deidier, Solstizio, Mondadori 2014
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I poeti della domenica #390: David Maria Turoldo, Vedrai
Continua a leggere: I poeti della domenica #390: David Maria Turoldo, VedraiVedrai Anima mia, non pensare male di Lui: gli è impossibile fare altro. . E – vedrai! – il Male non vincerà. da © David Maria Turoldo, Canti ultimi, Garzanti 1991
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I poeti della domenica #389: David Maria Turoldo, Epilogo provvisorio
Continua a leggere: I poeti della domenica #389: David Maria Turoldo, Epilogo provvisorioEpilogo provvisorio Gloria alla tua fatica di essere, di essere sempre, di continuare ad essere! Ma è per il Nulla che sei te stesso, senza il Nulla Tu saresti ogni cosa e tutto sarebbe indistinto e immobile. . * * * Vera tua onnipotenza è…
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I poeti della domenica #388: Alberto Toni, Vicino al fuoco
Continua a leggere: I poeti della domenica #388: Alberto Toni, Vicino al fuocoVicino al fuoco Stendi quel fuoco a terra, rimani. Che al salve di domani al bosso a me vicino resti la figura amica, il cielo al cielo, tenaglie a tenaglie, occhiali, una speciale scatola per gli appunti, un orologio, tutto quello che mi serve ancora, una sinfonia, un’arietta così, semplice nello svolgimento. Vicino al…
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I poeti della domenica #387: Alberto Toni, “Tutto deve andare avanti”
Continua a leggere: I poeti della domenica #387: Alberto Toni, “Tutto deve andare avanti”Tutto deve andare avanti. Ma poi noi non sappiamo se l’illusione è verità. Allora scendo e salgo fino alla prova e non per paura e dolore, ma soltanto per conoscenza. Vedrò tutti i colori insieme, soltanto per un istante? Un vetro solo che separa, esclude tutte le immagini più volte ripetute. da Alberto…
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I poeti della domenica #386: Hugo Loetscher, C’era una volta il mondo
Continua a leggere: I poeti della domenica #386: Hugo Loetscher, C’era una volta il mondoC’era una volta il mondo Là dove un satellite si disintegra Due costellazioni più avanti E subito a sinistra – Questo nel caso Che voi mi Cerchiate. Hugo Loetscher (traduzione di Anna Maria Curci) Es war einmal die Welt Wo ein Satellit verglüht Zwei Sternbilder weiter Und gleich links – Dies ist für den…
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I poeti della domenica #385: Hugo Loetscher, Abbraccio
Continua a leggere: I poeti della domenica #385: Hugo Loetscher, AbbraccioAbbraccio Mentre le mie dita ti scompigliano i capelli altrove esplode un’autobomba schizzano schegge di vetro saltano in aria corpi di bambini, e mentre affondo il viso sotto il tuo braccio sbatte la porta di una cella, si spegne l’urlo di un torturato nei nostri gemiti. Scambiamo baci sotto un cielo stellato che missili mortali…
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I poeti della domenica #384: Rocco Scotellaro, La prima di agosto
Continua a leggere: I poeti della domenica #384: Rocco Scotellaro, La prima di agostoLA PRIMA DI AGOSTO a Manlio Rossi-Doria In un momento cesserà la giostra delle giumente bendate che trebbiano a giri vorticosi sulle aie. Hanno bisogno d’essere cantate allora si mettono al trotto e gli uomini sanno farle sognare: O esauste fontane, a briglie lente, dopo i picchi fatigati, o amore sommo dell’uomo un vero…