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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 Dario
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 DarioPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 5 Dario Il nome poi glielo metteranno sul cartellino, ma lui lo darà falso. Ci pensa, a un nome credibile. Poi intravede il collega. È già lì seduto in poltrona con il giornale aperto e l’aria concentrata. Quando Dario gli passa affianco, sulla banchina, quello, da dentro il vagone,…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 Carlo
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 CarloPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 4 Carlo A volte sì, a volte io mi accorgo di come sono vestito. Passiamo davanti a una vetrina e io mi avvedo di come vado in giro conciato. Sì, a volte io mi avvedo di essere vestito come un deficiente. La gente non crede che io possa raggiungere…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 Alberto
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 AlbertoPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 3 Alberto Alberto è grosso. È sempre stato grosso, non è un problema. Sono le camicie il problema. Ste fottute camicie, che per quanto grandi le prenda gli strizzano sempre il collo. Alberto non è grasso, è proprio grosso. Ha un grosso stomaco prominente ma è anche alto, con…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 Desi
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 DesiPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 2 Desi Gli Abbronzatissimi, così si chiamavano fra loro. Il nome veniva da una cosa che era successa un giorno e che poi ci avevano riso sopra per un pezzo. Era passato dai giardinetti uno, che era uguale ai tanti tizi in giacca e cravatta che passavano di là…
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Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 1 Adelmo
Continua a leggere: Paolo Triulzi: I me medesimi. N. 1 AdelmoPaolo Triulzi: I me medesimi. N. 1 Adelmo Mi scusi, gli dice un ragazzo, ma già l’ha urtato. Sì, biascica Adelmo e continua a fissare in giù. Tiene la testa un po’ in avanti, fisso come un palo, la borsa di cuoio in mano, l’impermeabile allacciato sullo stomaco prominente. Non si muove, Adelmo. Oggi no.…