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“ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)
Continua a leggere: “ciò che è stato”. Paul Celan: la poesia dopo Auschwitz (di Natàlia Castaldi)Quando Adorno scrisse «La critica della cultura si trova dinnanzi all’ultimo stadio di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è barbaro e ciò avvelena anche la stessa consapevolezza del perché è divenuto impossibile scrivere oggi poesie», non aveva ancora fatto i conti con la poetica di Paul Celan, con quel “ciò che è…
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La carne divina della poesia: Miguel de Unamuno, José Hierro & María Zambrano post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: La carne divina della poesia: Miguel de Unamuno, José Hierro & María Zambrano post di natàlia castaldi)Piensa el sentimiento, siente el pensamiento; que tus cantos tengan nidos en la tierra, y que cuando en vuelo a los cielos suban tras las nubes no se pierdan. […] No el que un alma encarna en carne, ten presente, no el que forma da a la idea es el poeta, sino que es el…
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Avvistamenti poetici (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Avvistamenti poetici (post di natàlia castaldi)Si consiglia la lettura delle poesie di Stefania Crozzoletti, oggi ospite di Francesco Marotta presso “La dimora del tempo sospeso” Buona lettura. the meltin’po(e)t_s
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Mark Strand: la metafisica dell’assenza – due poesie (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Mark Strand: la metafisica dell’assenza – due poesie (post di natàlia castaldi)Mark Strand Moon, Mark Strand Open the book of evening to the page where the moon, always the moon appears between two clouds, moving so slowly that hours will seem to have passed before you reach the next page where the moon, now brighter, lowers a path to lead you away from what you have…
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Ad Auschwitz ci torno volentieri. / mi dà la misura dei fatti. (d.d.) (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Ad Auschwitz ci torno volentieri. / mi dà la misura dei fatti. (d.d.) (post di natàlia castaldi)La paura Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto Di nuovo l’orrore ha colpito il ghetto, un male crudele che ne scaccia ogni altro. La morte, demone folle, brandisce una gelida falce che decapita intorno le sue vittime. I cuori dei padri battono oggi di paura e le madri nascondevano il viso nel grembo. La…
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Oltre l’ombra del peccato: Ana Rossetti (post di Natàlia Castaldi)
Continua a leggere: Oltre l’ombra del peccato: Ana Rossetti (post di Natàlia Castaldi)“Per festeggiare la nascita di Afrodite, gli dei tennero un banchetto, durante il quale il dio Pòros (Abbondanza) si ubriacò e cadde addormentato. Mentre si trovava inerme in questo stato, Penìa (Povertà) lo sedusse e concepì Eros. In quanto figlio di Povertà, Eros non possiede né scarpe, né casa, dorme sulla nuda terra sotto le…
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Dal bacio alla morte – viaggio attraverso un quadro (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Dal bacio alla morte – viaggio attraverso un quadro (post di natàlia castaldi)È il primo bacio, quel magico contatto di labbra a dare le risposte all’attesa amorosa: un gesto semplice, carico d’aspettative, denso di delizie, ma anche naturale, arcano, intimamente istintivo … le labbra si sfiorano, assaporano la pelle dell’amato/a parlano e rispondono al mistero della passione, della fame e dell’amore. Freud diceva che “il bacio è,…
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Eva – di Gloria D’Alessandro (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Eva – di Gloria D’Alessandro (post di natàlia castaldi)“Mi chiamo Eva, io, al cospetto della luna ora nel momento d’un secondo passato… a baciarti tra le foglie mi ritrovo addosso profumo intenso di stagione nell’intarsio delle note a cui chiedo di portarmi a spasso nell’oro del tempo si abita in risposta d’un non-sense per la parola “esistenza”… (e non è altro che fuggitiva bocca su cui porgere le mie guance nell’infinitesima pausa) mentre tutto scorre…
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Paride Mercurio – 10 poesie (post di natàlia castaldi)
Continua a leggere: Paride Mercurio – 10 poesie (post di natàlia castaldi)DA “FIORI D’AUTUNNO” (FIRENZE LIBRI, 2002) 1. L’albero al viandante Sul primo far dell’autunno, o viandante, mi vedi attorniato di foglie: qualcuna -indomita- ancora, ancora s’attarda sui rami, ma presto, ahi troppo presto inesorabilmente cadrà. Son qui, oramai seminudo ai tuoi occhi, ritto in mezzo a un tappeto, un lieve tappeto di foglie –mie…