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Giovanni Fierro, Gorizia on/off (parte terza)
Continua a leggere: Giovanni Fierro, Gorizia on/off (parte terza)Giovanni Fierro, Gorizia on/off (parte terza) (#21) Oggi la primavera è il giallo acceso del semaforo in via Duca d’Aosta, esce dalla mappa della città e dai sogni. “Bisogna credere alle parole pronunciate, quando incontrano il silenzio, lo riconoscono e sanno chiudere gli occhi”, si è così. Anche per te. Anche quando è finita.…
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I poeti della domenica #170: Giulio Casale, Ho imparato una cosa
Continua a leggere: I poeti della domenica #170: Giulio Casale, Ho imparato una cosaHO IMPARATO UNA COSA Io vengo dal Veneto e ho imparato che nella vita come nel radicchio solo il cuore va mangiato. Il resto è schermo in balia del tempo che darà l’inverno. Questa storia è un cuore ritrovato. * © Giulio Casale, Ho imparato una cosa da Sullo zero, Papergraf edizioni (ultima ed. in…
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I poeti della domenica #169: Giovanni Raboni, Guerra
Continua a leggere: I poeti della domenica #169: Giovanni Raboni, GuerraGuerra Ho gli anni di mio padre – ho le sue mani, quasi: le dita specialmente, le unghie, curve e un po’ spesse, lunate (ma le mie senza il marrone della nicotina) quando, gualcito e impeccabile, viaggiava su mitragliati treni e corriere portando a noi tranquilli villeggianti fuori tiro e stagione nella sua bella borsa…
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Sulla poesia di Amelia Rosselli (di M. Allo)
Continua a leggere: Sulla poesia di Amelia Rosselli (di M. Allo)LIBERTÀ, RICERCA E MUSICALITÀ NELLA POESIA DI AMELIA ROSSELLI di Maria Allo Soffiati nuvola, come se nello stelo arricciato in mia bocca fosse quell’esaltazione d’una primavera in pioggia, che è il grigio che ora è era appeso nell’aria… … E se paesani zoppicanti sono questi versi è perché siamo pronti per un’altra storia di…
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proSabato: Dino Buzzati, Sette piani
Continua a leggere: proSabato: Dino Buzzati, Sette pianiDopo un giorno di viaggio in treno, Giuseppe Corte arrivò, una mattina di marzo, alla città dove c’era la famosa casa di cura. Aveva un po’ di febbre, ma volle fare ugualmente a piedi strada fra la stazione e l’ospedale, portandosi la sua valigetta. Benché avesse soltanto una leggerissima forma incipiente, Giuseppe Corte era stato…
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Daniela Scuncia, Etichette
Continua a leggere: Daniela Scuncia, EtichetteDaniela Scuncia, Etichette * Le etichette. Ecco quello che adoro leggere. E non ne sono mai sazia. Mi spiegano nel dettaglio composizioni, percentuali, la famosa RDA giornaliera, e poi mi piace rintracciare tra le righe, particolari insidiosi che mi diverto a diffondere. E così tra le amiche dirò: ”Ma lo sai che quei biscotti contengono…
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Manuela Dago, Poesie che non mi stavano da nessuna parte
Continua a leggere: Manuela Dago, Poesie che non mi stavano da nessuna parteManuela Dago, Poesie che non mi stavano da nessuna parte, Sartoria Utopia 2017, € 20,00 * oggi ho voglia di niente fregare il presente ritrarre le foglie usare i colori in modo incosciente aprirmi le mani toccarmi la vita in modo indecente * Ossibuchi chi conosce il mio corpo sa cose che io non so…
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‘Appartamenti o stanze’ di C. Gallo. Lettura di G.A. Liberti
Continua a leggere: ‘Appartamenti o stanze’ di C. Gallo. Lettura di G.A. LibertiLettura di Appartamenti o stanze di Carmen Gallo (d’if, 2016) di Giuseppe Andrea Liberti Che la poesia di Carmen Gallo abbia al suo centro «il tema della relazione e del rapporto tra relazione e senso (della relazione)», lo notavano già i lettori di Paura degli occhi (L’arcolaio, Forlì 2014). E che i suoi versi tracciassero…
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La poesia di Gadda (di Daniel Raffini)
Continua a leggere: La poesia di Gadda (di Daniel Raffini)La poesia di Gadda di © Daniel Raffini Nel panorama della letteratura novecentesca esiste un particolare gruppo di scrittori che potremmo definire poeti insospettabili. Si tratta di autori conosciuti per la loro opera narrativa, ma che praticarono anche la poesia, in molti casi quasi di nascosto. In questa categoria rientrano, tra gli altri, Paolo Volponi,…
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I poeti della domenica #168: Giuseppe Dessì, Penelope
Continua a leggere: I poeti della domenica #168: Giuseppe Dessì, PenelopePENELOPE Ho visto Penelope scolpita in un atto di noia. Non canto di gallo non sogno che squarci le notti non urlo di cani. Sono i sonni pieni e profondi. Non voce mal nota al destarsi. Non copre ella il petto cadente nel solitario mattino. Nel volto un’impronta di pace come chi attende a lungo…