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Carmelo Cutolo: quattro poesie
Continua a leggere: Carmelo Cutolo: quattro poesieSuono incauto s’insinua simile a ostili rumori d’acciaio. Innocente si aggira tra i timori di antichi adolescenti, nei fumi intorno a boccali rossastri e profumate sete rigonfie e verdeggianti. Un alto strepito odo ed il frusciar di carte, innocuo gioco di vecchi felici. E balena rimbomba brucia. Come una lama trafigge e mi smarrisce. …
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Guido Fauro, poesie da “è il Tramonto il mio Oriente”
Continua a leggere: Guido Fauro, poesie da “è il Tramonto il mio Oriente”Guido Fauro, da: è il Tramonto il mio Oriente (Roma, 2013) è solo il cielo un fazzoletto che azzurro dalla finestra vedo ma lo ricama ————–– se ho fortuna – la flessa riga nera d’un uccello e un mattino ci destammo sconosciuti – le stanze le abitudini: —————passeggeri che parlano: del tempo o…
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Angelo Vannini. Tre inediti
Continua a leggere: Angelo Vannini. Tre ineditiUna volta In fondo eravamo fortunati, da noi si vedevano le case sopra le colline, i fiumi non ancora in secca. E l’acqua che nel mare era ancora calma, come una volta, gradita, l’altra voce. Oggi Oggi vedo passare i pini. Sono tanti, come una fila sempreverde di scalzi, nudisti magri nei giorni…
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Sandro Abruzzese, La letteratura come bene comune
Continua a leggere: Sandro Abruzzese, La letteratura come bene comuneLa letteratura come bene comune Se dovessi usare una sola frase per definire il mio rapporto con la letteratura, direi che mette ordine nel mio cuore. E credo nel cuore di ognuno. Poi, di conseguenza, se così fosse, credo metta ordine nel mondo. Della poesia Zanzotto diceva che tesse le trame invisibili del creato fino…
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Fabio Maria Serpilli, poesie da “Mal’Anconia”
Continua a leggere: Fabio Maria Serpilli, poesie da “Mal’Anconia”Setanta verzi Cucàle (gabbiano) Vivémo fra dô blu de aqua e d’aria e su sta tera stamo come su na nave o ‘n arioplano Cucàle in mezo al celo cun dô lale (ali) E slalo alto fin’al sol lucóre sopro de ogni silenzio e rimore Sempre più ‘n zu d’un sagrilegio movendo l’ale movendo…
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Ugo Magnanti, Il nome che ti manca (nota di Letizia Leone)
Continua a leggere: Ugo Magnanti, Il nome che ti manca (nota di Letizia Leone)Ugo Magnanti, Il nome che ti manca, peQuod, Ancona, 2019 Nota di lettura di Letizia Leone I testi selezionati da Ugo Magnanti dal «corpus virtuosamente esiguo» del proprio repertorio poetico, strutturano questo recentissimo libro uscito per i tipi della peQuod e coprono un arco di tempo che va dal 2005 al 2015. Eppure, a…
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I poeti della domenica #348: Roberto Lamantea, I quaderni sono in riga
Continua a leggere: I poeti della domenica #348: Roberto Lamantea, I quaderni sono in rigaI quaderni sono in riga come soldati. A leggerli spalancano i mille cieli e dove non c’è il cielo bevono le nuvole a sorsate golose ma lì, sul piano odoroso d’acero e mughetto, sono silenziosi, la carta è rugosa come un paesaggio. La slitta della lettura si è fermata sui ciòttoli, c’è già l’erba…
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I poeti della domenica #347: Sarah Stefanutti
Continua a leggere: I poeti della domenica #347: Sarah StefanuttiNelle città domestiche (Berlino) Le cime son state tagliate è giunto il grande freddo s’acquatta l’uomo nella tana come neve sull’erba E il lavorio dei muscoli si esercita in circuiti brevi, nelle cave domestiche, scatole elettriche sempre accese S’abbrevia la luce, guizza e s’estingue col serrarsi del cielo, e il silenzio trattiene la steppa…
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proSabato: Luigi Cecchi, Squeak
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, SqueakSQUEAK Lo squeak-segnale brillava alto sulla cima della Brum-brum Tower: il malvagio Dottor Dimensio-Nando minacciava per l’ennesima volta la serenità, la banalità e lo stile di vita ordinario e privo di senso dei cittadini di Opportunity City! Squeak, il roditore con le orecchie più lunghe dell’universo, indossò immediatamente la tutina attillata color cachi e si…
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Poesie da “In giardino” di Viviana Fiorentino
Continua a leggere: Poesie da “In giardino” di Viviana FiorentinoViviana Fiorentino, In giardino, Controluna edizioni, pp. 72, euro 9,90 Inverno Zähle die Mandeln, zähle Mohn und Gedächtnis, Paul Celan E forse questo è inverno, il giardino straniero annaffiato di pianto e sangue. O forse terra di destini tra le macerie del secolo, o le mandorle e il tempo, che ora sguscia ancora fuori…