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Le cronache della Leda #19: L’Adriana, Nebraska e il meteo L’Adriana non dice mai veramente quello che fa. Non che nasconda qualcosa o che abbia chissà quale segreto, semplicemente non risponde mai alle domande completamente, omette sempre qualcosa, descrive parzialmente. Sembra quasi un retaggio da vecchia educazione, quando davvero ti insegnavano che certe cose…
Sicut beneficum Lethe? #7: Luce d’Eramo Con un verso di Baudelaire (il verso iniziale della terza strofa di Franciscae meae laudes, dalla sezione Spleen et idéal, Les fleurs du mal) seguito dal punto interrogativo si apre una rubrica dedicata ad autori e autrici dimenticati troppo presto, o semplicemente – e altrettanto inspiegabilmente – ignorati. La settima…
Dalle sue parti il vaso si chiama ancora testa, pensa mentre sceglie il più grosso e il più capiente e lo toglie dalla pila e lo trascina fino alle casse. Dalle sue parti insegnano ai bambini delle elementari che il negozio è ancora la puteca come ai tempi dei coloni greci e il barattolo si…
Breece D’J Pancake, Trilobiti, Isbn edizioni, 2012 (prima edizione 2005), € 9,00, ebook € 6,29; traduzione di I. Tassi Darsi la morte a 26 anni, non è chiaro se accidentalmente o – come ufficialmente classificato – per suicidio, lasciando dietro di se appena sei brevi racconti pubblicati, perlopiù sulla rivista “Atlantic Monthly”, e comunque risultare…
DIVERTISSEMENT (salire le scale/per niente Montale) quante volte le ho salite le scale di casa i passi i gradini l’intonaco a pezzi le macchie gli ingressi di mondi interi universi e io pensavo alla vita vivevo gli amori ci saranno giorni migliori di questo adesso salgo le scale aspiro ci credo a un futuro…
In un articolo apparso sempre su Poetarum Silva il 6 febbraio 2012, giusto a pochi giorni dalla scomparsa di Wisława Szymborska, Andrea Accardi ricordava come la poetessa, invitata alla Normale di Pisa il 9 maggio del 2007, «lesse in polacco, con vocina minuta… da topolino» e quanto questo facesse a pugni con la voce impostata, da…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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