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L’OFFICINA DI VACCHI In giorni di metalli e ceneri di pietra le mani di noia gli occhi nella bassa marea al margine delle città fiati mescolati voci senza faccia Greta Garbo rosa nuda di spine in silenziosa curva di collina senese spugne di musica sull’acqua intorno è saccheggio è melma è troppo umano la…
SONO SENZA LAVORO DA ANNI Sono senza lavoro da anni e mi diverto a leggere tutti i manifesti forse sono l’unico che li ragiona tutti per perdere il tempo che non mi costa nulla e perché sono nato non sta scritto in nessuna stella neppure dio lo ricorda. Gioco la Sisal e ragiono sulla famosa…
Giulietta e Romeo La contemplazione del cielo adriatico mi fa pensare ai quadri di De Pisis. Nessun pittore ha sentito quanto lui il cielo, anche negli antichi spesso ti accorgi che il cielo rappresentò l’ultima preoccupazione dell’artista, l’ultima mano, una formalità dell’ultimo momento, quando non divenne una facile espressione retorica. In un quadro di…
Alessandro Pedretta, Dio del cemento, Mora editrice, 2015 * VENTUNO OTTOBRE Se misurassi i passi con le mie intenzioni sarei un gigante fragilissimo. * ABISSI L’umano mio pensare si fa sfregiato ed inerte nella bolgia dei respiri soffocati tra la cancrena di questo fango abitato E più mi sollazzo solo con la mia testa…
Giulio era morto di stanchezza, tanto per incominciare, e su questo punto non c’era dubbio possibile. Il primo ciclo di mesi fino alle vacanze era stato massacrante, ma percorreva lo stesso il marciapiede a passo svelto, cercando di anticipare la campanella del mattino, perché sapeva cosa poteva accadere se la sua terza G rimaneva scoperta…
Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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