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Maurizio Manzo, Rizomi e altre gramigne. Prefazione di Pasquale Vitagliano, Editrice ZONA 2016 CERCHI È sparito il tuo mondo dissociato, qualcuno te lo mostra rattrappito dentro una palla di vetro innevata, c’è anche la tua cattedrale e la piazza spiazzata quella sofferenza inflitta, tutto ruota intorno a sé un cerchio lento che non si…
Alla voce Valico, l’enciclopedia Treccani recita: «Depressione dei contrafforti montuosi attraverso i quali passano vie di grande comunicazione». La mia memoria invece mi riporta un valico in particolare che attraversavo spesso in macchina da bambina, un passo tra i Monti Lattari che diventa trivio prima di ridiscendere a fondovalle, e che risalito dalla strada costiera…
Issne (Andarsene) di Nadia Mogini. Recensione in forma di sonetto caudato non rimato Come libro d’amore fatalmente moncato dalla vita, Issne di Nadia Mogini, è delicato femminile valzer di una poesia che lenta irradia la sensibilità di noi lettori affranti dai rampanti poeti d’oggi. Nadia ha esordito alla soglia dei… ‒ no, non si dice,…
Nella casa un filo di carne ascolta tutto il sangue raccolto in una tazza lo agita lo purifica lo esplora a la luce lo perde ne la luce Cos’è un filo di carne che non può dormire? Cos’è la luce dentro una tazza di sangue * © Vito Bonito, Nella casa, da La fioritura del…
Bernarditudine Alcune memorie senza costrutto di tre matti su Luigi Bernardi di Antonio Paolacci, Rosario Palazzolo e Gianni Montieri * G: Boh, cominciamo che uno comincia e gli altri gli vanno dietro? R: Ottimamente. A: Facciamo che abbiamo già cominciato? Montieri tocca a te. G: Mi pare un buon inizio. Comunque, la prima cosa che…
Cosmologia minima Una ragazza piange. Un pianto improvviso come una scarpa slacciata fra un passo e l’altro, in piena regola, a capo chino, sola, le due mani sul viso. Io che le passo accanto e vorrei farmi albero o mosca o muro, imparo che il pianto è prima di ogni motivo, quotidiano, dimenticabile, qualcosa…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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