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Il dorso del corpo del tempo sia il raccolto del nostro intrecciare. Rispettiamo questa narrazione – slacciata e riallacciata da stralci di noi nel cordone spaziale, e riponiamo le armi. Ripuliamo il corso della superficie che da cardini antichi ci sorregge in questa carne del luogo, angolo senza destino. * L’armata che a…
Solo adesso mi accorgo che qui su Poetarum Silva mai si è parlato della produzione di Jonathan Lethem. Tento quindi di risolvere immediatamente questa carenza affrontando il suo decimo romanzo, Anatomia di un giocatore d’azzardo (La Nave di Teseo, traduzione di Andrea Silvestri) e tracciare così una qualche linea sulla sua scrittura. I lettori storici…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…
Maurizio Aspettando la grande nevicata nel condominio sentivano le porte aprirsi e chiudersi come valvole del cuore nei tragitti infiniti verso l’autorimessa la nevicata che avrebbe coperto il giardino mentre il piazzale era l’ingresso del cosmo prima ancora dell’elettricità prima della macchina a vapore La sua fidanzata tedesca racconta dei suoi alla controra cala…
Vend. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi? Pass. Almanacchi per l’anno nuovo? Vend. Sì signore. Pass. Credete che sarà felice quest’anno nuovo? Vend. Oh illustrissimo sì, certo. Pass. Come quest’anno passato? Vend. Più più assai. Pass. Come quello di là? Vend. Più più, illustrissimo. Pass. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che…
Alba Gnazi, poesie dalla raccolta inedita Uterica dalla sezione Gestativa, o del Primo Sognarti Private rivelazioni Inquadra a luce la parete. Sghembe rapsodie t’affabulano il viso sull’aggrottato stipite che t’incardina al risveglio e flottando ti snoda al primo schiudiciglia. Immobile, partecipe, elenchi ogni virtù di custodi, sontuose vertigini: cristalli su cui intessere imprevisti presagi…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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