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Belgrado capitale della poesia serba: gli anni d’oro (1952-1961) Dal momento che la “città bianca” (così suonerebbe la traduzione della città serba) fu la capitale di due stati, uno dei quali non esiste più, può essere considerata una ovvietà il fatto che tutte le energie intellettuali e creative del paese confluissero qui da tutta…
In una poesia – in ogni poesia – si scopre sempre un verso capace di imprimersi nella mente del lettore con particolare singolarità e immediatezza. Pur amando una poesia nella sua totalità, il lettore troverà un verso cui si legherà la sua coscienza e che lo accompagnerà nella memoria; il verso sarà soggettivato e anche…
13 . Se ’l foco al tutto nuoce, e me arde e non cuoce, non è mia molta, né sua men virtute, ch’io sol trovi salute, qual salamandra, là dove altri muore; né so chi in pace a tal martir m’ha volto. Da te medesma il volto, da me medesmo il core fatto non…
1 . Il mio refugio e ’l mio ultimo scampo qual più sicuro è, che non sia men forte che ’l pianger e ’l pregar? E non m’aita. Amore e Crudeltà m’han posto il campo: l’un s’arma di pietà, l’altro di morte; questa n’ancide, e l’altra tien in vita. Così l’alma, impedita del mio morir,…
Pubblichiamo l’incipit di I profughi di Arno Schmidt oggi, 18 gennaio 2020, a 106 anni dalla nascita dell’autore. (la redazione) La luna precoce strisciava, rachiticamente curva, oltre il terrapieno della ferrovia; ancora una volta sazia di carne. Cespugli agghindati con un resto di pioggia fresca; e poter ricominciare a fumare. Una grassa nuvola puttana stiracchiò grigie…
La maniglia gemé con suono molesto, i cardini emisero uno stridio e la porta si aprì lentamente come mai era avvenuto, sino a battere contro il muro; e comparve il Consigliere Delegato; era lui, non potevano esserci dubbi. Con moto simultaneo tutti piegarono il capo in segno di saluto, benché nessuno conoscesse il visitatore; ma…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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