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Non ho Non ho,sono una feritada guarire.Un taglioin via di rimarginazione di lembi dischiusi,di tentativo di aperturadi strappo, di slancio, di scarto. Non ho,sono una ferita chein alcuni giorni puoi dimenticare,non sentise la mano resta immobilecol palmo verso l’altoverso l’altro. Improvviso, dimentico e afferrooppurequalcosa mi toccae ricordo allora pungentedelle ditail punto, esattocon bruciore di…
Lenin, l’uomo, secondo Maksim Gor’kijA cura di Giulia Bocchio Lenin, personalità nota a tutti, Lenin nei libri di storia, Lenin il mitizzato, il vituperato. Lenin il politico, Lenin lo studioso. Lenin e il proletariato. Lenin e le controversie successive.Di questo imponente personaggio storico, che ha cambiato per sempre le sorti della Russia, s’è detto e…
Un giorno, al telefono, Umberto mi disse che lui conosce i fiori e le piante che numerosi compongono, più che un erbario, il giardino della sua poesia. Forse solo Pascoli conosceva ciò che nominava; Montale, no, al massimo ne aveva un’idea tutta letteraria che accompagnava il ricordo di avere veduto un fiore o una foglia.…
Vito Teti e la nostalgia come utopia concreta «L’unica cosa che non puoi fare», ricorda Vito Teti in Nostalgia (Marietti, 2020), «è mentire a te stesso». L’antropologo del Senso dei luoghi nell’ultimo libro licenziato ammette di avere sempre nutrito questo sentimento magmatico e informe, e però non si arrende a una declinazione unidimensionale, ma parte…
Stefania Onidi, Archivio del biancoTerra d’ulivi, 2020 Recensione di Carlo Tosetti Nel leggere la raccolta di Stefania Onidi, Archivio del bianco (Terra d’ulivi edizioni 2020), si avverte che la scrittura dell’autrice è una faccia della medaglia: l’altra è occupata dalla pittura. A una lettura superficiale, questo collegamento è acceso sia dalla presenza di termini tecnici (per…
Già anni prima di stabilirmi a Venezia, da adolescente, rimasi folgorata dal romanzo di Pier Maria Pasinetti Rosso veneziano, che trovai nella libreria di casa: il suo esordio e il suo più grande successo. Ambientato nel 1938, il romanzo presenta un gruppo di famiglie dell’alta borghesia veneziana, unite da una complessa rete di amicizie, parentele,…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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