In evidenza

di Alessandra Trevisan – Mi rendo conto che non sia possibile ridurre un’opera al tema del corpo, eppure tentare di ‘aprire’, sfondare le finestre di questo film equivale per me in primo luogo e ancora utilizzare il corpo come specchio. Non è uno specchio doloroso questo, e presuppone l’accogliere la stessa energia e tensione che…
L’altra riva ‘Scoltare l’altra riva, l’archeto che sfrega le corde de ‘na viola e insieme ste vosi mescoà ai sienzhi, fassi de note che le carezza l’aria cofà neve. E chì, lontan, forse lo stesso che ‘scolta, ùn o gnente pi ch’el sogno de on omo, se piega a scrivare pa’ ridar ‘na supiada, forse,…
Mentirei se affermassi di conoscere José Carlos Soares e la sua poesia da molto. No! ho conosciuto José quando ricevetti l’antologia portoghese di Antonia Pozzi. In quell’agile libro (qui recensito da Serena Cacchioli) José consegnava una interessante introduzione alla prima traduzione in portoghese della Pozzi, dove ‘interessante’ non va inteso solo in funzione del libro…
FESTIVAL DEI MATTI 2012 – quarta edizione Vedo dal buio come dal più radioso dei balconi. Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce scostandola in silenzio fino al varco più nudo – al nero di un tempo che compone nello spazio battuto dai miei piedi una terra lentissima – promessa. Antonella Anedda Diciamo…
Solo 1500 n. 71 – L’omme ‘e merda La cabala napoletana ti viene in soccorso quando meno te lo aspetti. Caso ha voluto che questa settimana il solo 1500 sia arrivato al numero 71 e che questo numero abbia come definizione “L’omme ‘e merda” e che, in questi giorni, un uomo degno di tale definizione…
Bianca Tarozzi – La signora di porcellana – Di felice edizioni 2012 “Lo straccetto che avevo ricamato / a punto nodo – un nodo troppo stretto – / fu restaurato da mia madre e comparve / alla mostra scolastica, perfetto. // Era celeste e aveva un pizzo intorno / e dentro ricamate in bel rilievo…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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