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Esodo (dalla silloge inedita Peripli) Quando i Ciclopi lasciarono l’isola i piedi toccarono l’acqua e avanzarono il capo basso e il cuore muto dando le spalle all’agonia di cenere. E quando, con mani non abituate ebbero slegato gli ormeggi dagli scogli in balia degli spruzzi di schiuma fumosa e gli strilli delle capre legate alle…
Qui è Valvins, qui è Voronež, dunque provaci. Forse quando le avrai dimenticate tutte o (in fondo è lo stesso) ricordate tutte, le parole, sarà più semplice tutto, forse vivrai come si vive prima d’essere morti, in pace, avendo cognizione della vita, sapendo che in nessun luogo è scritto né si scrive il nome di…
di Eleonora Tamburrini L’occhio, il dettaglio, il falso, la vita Come tutti i protagonisti del “ciclo Gaspard”, anche il falsario del Condottière reitera, o meglio anticipa, alcune dinamiche psichiche legate all’orfanità e al trauma dell’abbandono: ancora una volta Perec offre al lettore una pista indiziaria sul suo “caso”, dopo averla ricostruita per sé negli anni di…
“Ama il tuo insuccesso” * Due piedi nudi scendono dal divano. C’è silenzio, ora nella casa. In cucina, i coniugi preparano una camomilla, non parlano, si guardano appena. Se ne sono andati dopo che avevano finito, dopo essersi liberati, sfibrati , ma vincitori. “ Abbiamo perso una legione, ma abbiamo avuto una parte del bottino”…
Perché io dovrei rimproverarla perché ha riempito i miei giorni Di tristezza, o perché voleva ultimamente Insegnare ad uomini ignoranti maniere violente, O avventare le strade secondarie su quelle principali, Se soltanto avessero avuto coraggio pari al desiderio? Che cosa avrebbe potuto pacificarla, lei che ha un animo Reso dalla nobiltà semplice come una…
di Corrado Costa Corrado Costa, Retro. Registrato a Parma e a Brescia nel 1981 e pubblicato postumo nella rivista “Baobab. Informazioni fonetiche di poesia” a cura di Adriano Spatola. Reggio Emilia, Pubbliart [di Ivano Burani], n. 21, 1992, dal titolo Italia 1990-91.

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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