da “Vivaio” (inedito), di Sergio Rotino

di Sergio Rotino

Alberto Burri Sacco L. A. 1953

Alberto Burri, “Sacco L. A”, 1953.

*

cosa sono quelle

viole forse

oppure no
ancora non è la loro stagione ancora no forse

allora cosa potrebbe

rose estive potrebbero o tentativo di prime rose
profumo nauseante della perdita lenitive rose

tentativo

*

pensare a un
altro colore

ves
vestiti di altro
colore di
viole forse f
forse del bianco
delle rose ancora non
legate

gambo a spine
attesa a bocciolo

pensare al male a
al colore poi

solo

*

parla senza aprire
bocca mai

rosa

del pensiero
storta rosa
che nessuno mai
tocca che
nessuno mai s
sente finita come
finito è il suo
profumo di
voce nostra

croce

spezzata rosa
floreale penitenza al
corto
futuro nostro
renitente mormorio

dopo l’ustione nessuno mai
cura

*

quel colore un
fiotto le spine
ad attraversarlo

puntute spine
lungo il fragile g
gambo
rastremate
ovunque

promana sangue
ovunque
speranza s
si estingue c
cenere diventa

la rosa le rose noi
perduto gambo in
difesa

tornati cosa

*

niente più
nomi niente ora
niente si
cancelli ogni
memoria buttata

ai rovi le
imbecilli rose
tutti i fiori vadano
a seguire bruciati s
spegni l

l’ultimo fra i lumi

più niente
spegni

*

potrai essere

destinato a
qualcosa di speciale
qualcosa che è
diverso ma cosa

non ti verrà
dato mai sapere il
tempo si è
fermato ora che

tutto diventi polvere
della rosa il suo odore
poi nulla poi niente

non piangere

non sto piangendo

mai più il caldo
mai questo

bruciare sia
fatto clemente

*

da quello che
tu sei lui esce
è uscito di quello
che tu eri da quello

uscirà

non più
ere non più
rancore è
è uscito già ora
esce non
torna tornerà non
sarà quanto
è quanto tu

eri uscito
già non
sei più non
volto non
lo ferisci più

non più
tornerà non spina
nessuna rosa
compiuto stelo

è uscito
di già andato

nero

*

così ottobre

lo lascia andare

al principio

sfibra la
sua stessa
fibra nel calore
dona sé non

c’è dolore si
straccia si
sfibra l’angolare si
fa polvere
detriti della testa

è quanto e tutto

resta

i resti non danno
colore non
profumo non
piacere stanno

marcendo le rose
lo lasciano andare

così ottobre

il caldo inopportuno il

piovere dopo questo
sole

lo lascia andare
è tutto
per ora è q
quanto lui vuole

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