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. Toeletta La triste toeletta del mattino, corpi delusi, carni deludenti, attorno al lavabo il nero puzzo delle cose infami. Oh, questo tremolar di oscene carni, questo freddo oscuro e il cadere più inumano d’una malata sopra il pavimento. Questo l’ingorgo che la stratosfera mai conoscerà, questa l’infamia dei corpi nudi messi a divampare sotto…
tutti salvi se solo avessi i meravigliosi vizi del mondo che da sempre fa a gara a sgomitare e di tutti i suoi mutanti di frontiera avessi la pelle iridescente dal perla al corallo all’occorrenza non mi darei più pena oppure ansia di vedere andare in fumo sulla brace un sogno di felicità…
La zingara del cielo Mio padre era cacciatore. Ecco una cosa che non ho mai capito: che si potesse essere, come lui, innamorati della vita con un senso struggente di protezione, e insieme cacciatori; attenti al filo d’erba, rispettosi del ragno, del moscerino, della formica: e pronti a sparare su gli uccelli. È l’unico punto…
Andre Dubus, I tempi non sono mai così cattivi, Fidenza, Mattioli 1885, 2015, pp. 235, € 16,90 Andre Dubus o il rovescio del sogno americano di © Renzo Favaron Lo si dice con profonda convinzione, ma l’autore di I tempi non sono mai così cattivi (Mattioli, 2015) meriterebbe una speciale attenzione, e la meriterebbe non per…
Ad esempio, il racconto è questo (da La fame che abbiamo, Mondadori 2004, trad. it. Matteo Colombo): È una madre single e l’unico uomo che le interessa è suo figlio, che ha quindici anni e non ha chiamato. Sono le 2:33 del mattino e non lo sente dalle 17:40 del pomeriggio, quando le ha detto che…
Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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