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proSabato: Cesare Zavattini ad Attilio Bertolucci [primavera 1931] Caro Bertoldo, la tua poesia non è tutta bella, ma in qualche punto è bellissima − quando tocca terra. Tempo verrà. Mandamene una ogni volta che mi scrivi. Bertoldo, diventi sempre più esigente, ciò mi turba e un poco mi condanna all’inerzia. Spero di superare questa specie di…
Oggi, domani e domenica 25 settembre ricordiamo Cesare Zavattini con alcune prose che riguardano lui e autori affini; per la rubrica domenicale rileggeremo alcune sue poesie; il suo compleanno sarebbe caduto il 20 settembre. la redazione proSabato: Zavattini ovale ……Più di cento Zavattini di tutte le misure mi guardavano dalle pareti della Galleria Toninelli di…
Queen A Night at the Opera EMI, 1975 * di Ciro Bertini * È il 10 settembre e mi accingo a scrivere questa recensione con la memoria ancora piena delle foto di Freddie Mercury circolate fino a pochi giorni fa sui social network per celebrare il suo (mancato) settantesimo compleanno e dei moltissimi, spesso magniloquenti,…
di Sergio Rotino È un piccolo, intenso gioiello di misunderstandings, quello che Leila Falà, anconetana da sempre residente a Bologna, ha creato in Mobili e altre minuzie. Questo continuo gioco di fraintendimenti si potrebbe definire come l’asse principale della silloge, risultata vincitrice all’ottava edizione del premio internazionale di poesia femminile “Elsa Buiese” organizzato dal comitato friulano…
Ogni episodio di Twin Peaks (in attesa dei nuovi, annunciati per quest’anno) è introdotto da un monologo di Margaret Lanterman, conosciuta da tutti come la Signora Ceppo perché gira abbracciando un ciocco di legno con cui si confida e dal quale ottiene rivelazioni. Potrebbe essere la pazza del paese, se a scarseggiare a Twin Peaks…
Francesca Del Moro, Gli obbedienti. Postfazione di Anna Maria Curci, Cicorivolta, 2016 . Questa raccolta di Francesca Del Moro mi ha fatto tornare in mente i versi di Sergio Corazzini in Desolazione del povero poeta sentimentale: «Le mie tristezze sono povere tristezze comuni./ Le mie gioie furono semplici,/ semplici così, che se io dovessi confessarle…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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