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Essere al mondo potrebbe, di per sé, rappresentare un punto di riferimento ma sappiamo che non è (e non sarà mai) abbastanza. L’esistenza corporea è una porzione ben visibile di realtà, ma solo una porzione. Il resto, invece, cos’è? Domanda abissale e filosofica, che richiede un requisito fondamentale: essere vivi. E l’essere vivi è la…

Di Giulia Bocchio C’era una festa molto sudata ai piedi del castello di Caen, era una notte di luglio umida, lo si percepiva dall’erba e dal fatto che eravamo sostanzialmente nudi, sensibili a tutto. Parlavamo lingue ibride, ma nella nostra memoria c’era qualcosa di distorto e medievale, ricordi che appartenevano a un’epoca diversa, lontanissima,…

Di Giorgio Castriota Skanderbegh Dall’angolo di tutti gli occhi che vivevano nelle vicinanze un bagliore grattava la sua impossibilità di locazione, accompagnato dal gracchio roccioso del carretto che sciarabballava cigolando; il ritmico mulo sudante collegato alle redini collegate a mani nodose connesse a spalle larghe sotto mandibola presente a chiusura della faccia e degli…
«Una strana amicizia, i libri hanno una strana amicizia l’uno per l’altro. Se li chiudiamo nella mente di una persona bene educata (un critico è soltanto questo), lì al chiuso, al caldo, serrati, provano un’allegria, una felicità come noi, esseri umani, non abbiamo mai conosciuto. Scoprono di assomigliarsi l’un l’altro. E ognuno di loro lancia frecce, bagliori di…

Passeggiavo per Bari qualche anno fa, il bavero del cappotto alzato a difendermi la gola dal vento, la sigaretta nella mano destra e una busta di pane sotto il braccio, osservando distrattamente il chiosco di libri usati in piazza Umberto, quello del venditore sempre in blazer e sciarpa annodata al collo, à la parisienne, quando…

Forse non smetteremo mai davvero di scrivere e leggere racconti, perché i racconti rappresentano una forma narrativa dalle premesse apparentemente semplici: vieni, ho una storia per te. E la narrazione diventa il buco di una serratura dal quale osservare una porzione di mondo, in uno specifico momento, quella famosa ‘parte per il tutto’ che è…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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