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* Giuliano Mesa, Da I quattro quaderni, Zona, 2000 (ora in Poesie 1973/2008, La camera verde, 2010) * (di una vita non rimane quasi niente e quello che rimane, spesso, non è vero) (prendi a misura, adesso, com’è il rumore, fuori, della notte) (di più falso non c’è nulla che il voler dire il vero)…
Fuga di giovinezza La stanca estate china il capo, specchia nell’acqua il biondo volto. Io vado stanco e impolverato nel viale d’ombra folto. Soffia tra i pioppi una leggera brezza. Ho alle spalle il cielo rosso, di fronte l’ansia della sera – e il tramonto – e la morte. E vado stanco e impolverato e…
proSabato: Antonin Artaud, Lettera ai Rettori delle Università Europee Signor Rettore, in quell’angusta cisterna che voi chiamate “Pensiero”, i valori intellettuali marciscono come paglia. …Basta coi giochi linguistici, con gli artifici sintattici, coi virtuosismi delle formule, bisogna trovare la grande Legge del cuore, la Legge che non sia una legge, una prigione, ma sia la…
Olim In questa operosa tentazione di essere Mi sono sentito spesso svestito E ancor più spesso Fragile. Ma quell’autunno era invaso Tutto da una fresca estate ardente e la tua solita guancia aperta pronta allo sbadiglio mi ricordava non la noia ma un’occasione per ridere di gusto. Quell’autunno Eravamo in montagna ed io pensavo al…
— CORPO INTERMEDIO Il silenzio assoluto interrotto solo da un grido, l’Italia ha segnato contro la Germania. Rubinetti chiusi, l’acqua immobile nei tubi mentre cerchi in un cassetto documenti che certifichino la tua identità. Siamo al 3 a 1 o forse al 2 a 0, goal di Tardelli o Altobelli o Balotelli o forse l’avversario…
PoEstate Silva #26: Gianluca Rizzo, Il Lavoro meccanico, Oèdipus edizioni, 2016 * Le tre carte Maggio porterà la pioggia, per ragioni metriche e di consonanza. Il papa, a passeggio nei giardini vaticani, ne sarà dispiaciuto, per ragioni metriche. Vulcanizzare la guttaperca, bisogna, elettrizzare l’idrolitina, piuttosto, darsi a passatempi proficui. Ci penserà la locusta a trarci…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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