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GIOVENTÙ VIENNESE PRIMA DEL CONCERTO Sul podio dormono i contrabbassi, pingui burattini, i fili al di sopra del ventre, e le tavole del palcoscenico sotto le sedie dei fiati sono ancora nauseate dall’ultima volta Ma loro, figlie e figli della loro città, tengono i posti più convenienti tra quelli più a buon mercato già…
PUNCTUM Sono nel dove ignoto di un deserto intorno un orizzonte senza emergenze verticali. Un centro occulto di sentenza in un silenzio vuoto di vento che cerca padiglioni per l’ascolto. Il tempo di stagione terminale volge alla fine, al cambio scena lo segna luce che si allunga e ombra che ritira egemonia. PERCEZIONE…
Mariposa Tèndere s’arcu: in cale diressione? crèschere intro a unu focu ? Farfalla e lume Tendere l’arco: verso quale direzione? crescere dentro un fuoco ? Anzonedda arcana Míliu che lampizu zubale d’umbras Agnellina arcana Balenante belato giogo d’ombre La carta la tana la ratio contraria Alice e lo speculum nel viaggio combusto capo-volti…
Viviamo tra le ombre talpe senza orientamento scriviamo parole invisibili su una lavagna trasparente col sangue delle nostre vite misuriamo il perimetro del buio tracciamo i confini del nostro continente ascoltando il gracchiare d’una persiana il tintinnare di un bicchiere cercando l’esatto bagliore di un istante già dimenticato. Così giriamo in tondo ritti…
Quel che resta questa corsa dei giorni che fissi nella mente e dentro il sangue, anche l’ora la più cruda e spessa – non la riscalda il sole non la rallegra il vento – nell’aria si dissolve come i volti, volti o ombre che s’agitano in quell’Arcano che il nome non osa, talora li rincontri…
Siamo come questi nostri scritti, illimitati e finibili dentro alla rete e fuori sito appena il file si oscura, entra il soffio che ci cancella e smagnetizza il nome una folata. Alcuni la chiamano morte ma in sorte non l’ho avuta. Scrivo e sorrido in punta di fune (noi infiniti solo nell’altro che crediamo…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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