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Luglio Mamma, alla fine di questo settimo mese dell’anno ti sono rinata accanto madre. Oggi non camminavi in fretta e ti avrei spiegato i movimenti, le pause metti un piede avanti e ancora l’altro. Per pudore abbiamo chiuso i nostri mondi da figlia ti sei confidata stretta all’avambraccio che ti reggeva. Uno scambio oltre…
Marco Onofrio, Le catene del sole. Prefazione di Vittorio Maria De Bonis, Fusibilia libri 2019 Nella sua “opera mondo” Ulisse, nel capitolo Le mandrie del sole, James Joyce racconta del difficile parto della signora Purefoy, ovviamente il 16 giugno a Dublino, in ospedale, nel reparto di ostetricia. Lo fa, di volta di volta, ricorrendo alle…
Te fa strada i cardelini venìndo zo dal Licabéto… Atene che da in alto ti vedevi bianca e sterminada desso da novo se te mostra grigia, e sui muri tuta scrita oh, i mii amati marciapìe, róti da la forsa granda de le raìse! i treni sferaglianti che passa – meravégia! propio dentro l’agorà.…
Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose…
l’utilità del vaso sta nella sua capienza in quella sua funzione di comprendere e raccogliere di farsi intermediario di cose in fondo semplici è vero può cadere frantumarsi e l’entropia di certo non consente una ricomposizione bisogna fare il vuoto valorizzare il nulla che intorno ha prevalenza su tutte quelle cose che sembrano impedirlo…
Caminante en la historia: il profumo dello sguardo in Campi di Castiglia. Sulla poesia di Antonio Machado di Paolo Carlucci Primavera soriana, primavera umile, come il sogno d’un beato, d’un povero viandante, su brughiera immensa, di stanchezza addormentato! Pochi poeti come Antonio Machado (Siviglia, 1875 – Collioure, 1939) hanno saputo trasfigurare in toccante lirismo di…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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