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Formigine (a partire dalla foto di Luigi Ghirri) Non è il viottolo a perdercisi dentro, ma è la nebbia a stenderlo come stessero uscendo a chiamarci tra le colonne in mattone-memoria della terra, di un rosso che ha senso sempre e ho sempre amato. Il nome fa tanto geometria – penso a “qui si…
Rita Pacilio, La venatura della viola, Giuliano Ladolfi Editore 2019 Emblema, azione, sfumatura, resistenza, essenza, slancio, opposizione: a coppie di contrasti si offre a chi legge La venatura della viola, la raccolta più recente di Rita Pacilio (Giuliano Ladolfi Editore 2019). La viola, fiore e colore, in delicate sfumature e in «compiuta […] tonalità», in…
«Non possiamo ricominciare ancora. Soltanto possiamo ancora finire». «Ma non abbiamo mai finito». «Oh sì, non crederlo. Abbiamo finito molte e molte volte. Non una volta sola. E ora possiamo finire di nuovo. E ancora e ancora. Senza un nuovo inizio» da Cairn, Einaudi 2018
Bilancio non è stato facile astenersi dalla sciapa misticanza del misticume, guadare lo stagno tiepido amato dai narcisi, non giocare al meccano rugginoso degli scombinacarte. Tenersi da parte. Anche a rischio di passar per fesso. Farsi mettere in minoranza, nell’assemblea degli io, anche da me stesso. da Cairn, Einaudi 2018
La spada Una notte Renato di Pescogianturco-Longino, rovistando fra il retaggio degli avi… Occorre però dire brevemente in che consistesse questo retaggio. I Pescogianturco-Longino, a prescindere dagli avi crociati, erano stati tutti gente più o meno solida (come suol dirsi), si erano occupati dell’amministrazione dei propri beni, e della prosperità della famiglia in generale; fino…
Cristiano Ranalletta, Il cielo sopra il Pigneto, Scatole Parlanti 2019 “Quando ero piccolo il Pigneto non c’era. Si chiamava Casilina, Prenestina. Tangenziale, nel complesso era abbastanza brutto e ci abitava il secondo tragico Fantozzi”. Non si sentiva nessuno dire “abito al Pigneto” con l’enfasi con la quale lo sentiresti dire ora. Così in uno dei…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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