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Il 21 marzo si è celebrata la giornata mondiale della poesia; in un modo nell’altro, per dovere o per necessità, ci si ritrova a parlare di poesia, per rileggere poesie note e per proporne di nuove, per ascoltare le voci di altri o per ricordare voci (ahimè troppe) appena andate. Questo accade in un momento…
Solo 1500 n. 40 – Quel che so dei treni I treni non vanno mai nello stesso posto. Anche lo stesso percorso differisce sempre per piccoli dettagli. Se hai talento per l’osservazione memorizzi i volti, addirittura i gesti dei passeggeri abituali. Calcoli mentalmente lo spazio, il tempo che ci vuole tra una fermata e l’altra.…
Antonia Pozzi era nata in una famiglia benestante, non le mancava niente, passava le giornate facendo cavalcate, passeggiate e partite di tennis, aveva la sua poltroncina fissa alla Scala, eppure coltivava in sé il dolore di essere una voce diversa dalla maggior parte delle altre voci a lei contemporanee. La poesia e la fotografia erano…
Spesso la poesia sceglie la forma del diario di bordo. E anche questo nuovo libro di Almerighi sembra inserirsi nel solco di una tradizione che ha da sempre inteso la poesia come espressione di un mondo interiore che è praticabile soltanto attraverso un’esplorazione del mondo esteriore. Così lo scrittore testimonia l’altro da sé per scoprire…
Nell’aprile del 2011, nel riproporre ricordi e riflessioni sulla presenza e sulla cultura rom, ricordavo proprio qui, su Poetarum Silva, la necessità di leggere – o di tornare a leggere – Gli Zingari e il Rinascimento di Antonio Tabucchi. Oggi, 25 marzo 2012, la commozione per la sua scomparsa non cancella, anzi rinsalda la convinzione…
L’uomo che guarda le stelle L’uomo che guarda cadere le stelle dal cielo da piccolo ha avuto paura del buio da grande nel buio più che altro non vede e mirando a un piattello di luce che passa veloce chiede quello che non ha Ma l’uomo che guarda cadere le stelle dal cielo dimentica che…

Nulla di vero è stato mai completamente reale.
Ogni vicenda ha più versioni, più verità, più bugie, più io, le narrazioni sono doppie, non c’è un filone, c’è l’estro. Uno spazio etereo fra realtà e immaginazione, lì vale tutto per noi.
Ci sono storie, poesie, racconti, critiche, autrici e autori che non vivono di un’unica interpretazione. Che non la vogliono e non la cercano, un’unica interpretazione.
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