Se Milano piange, Firenze non ride

Il 21 marzo si è celebrata la giornata mondiale della poesia; in un modo nell’altro, per dovere o per necessità, ci si ritrova a parlare di poesia, per rileggere poesie note e per proporne di nuove, per ascoltare le voci di altri o per ricordare voci (ahimè troppe) appena andate. Questo accade in un momento in cui a Firenze per esempio, dopo ben nove edizioni che hanno portato poeti italiani e di tutto il mondo a leggere i loro testi dalle Oblate a Villa Romana, dalla Villa Medicea di Castello alla Badia Fiesolana, “Firenze Poesia.Voci lontane-Voci sorelle” rischia di morire. Attenzione però, stiamo parlando di Firenze, città che quanto meno per tradizione, dovrebbe mantenere il ruolo di culla della lingua, città che ospita la Biblioteca nazionale, città che raccoglie centinaia di migliaia di turisti, studiosi e viaggiatori attorno ad un patrimonio storico, culturale e architettonico unico al mondo. Attenzione dunque perchè, se da una parte possiamo provare ad immaginare che un festival perda i finanziamenti per “la crisi” e per la scarsità di fondi, uno può provare a mettersi l’animo in pace, turarsi per un attimo il naso e adeguarsi per un periodo, si spera limitato a quel principio che ha dominato la nostra terra negli ultimi 15 anni tale per cui, la “cultura non porta ricchezza” e provare ad attendere albe migliori. Poi però ti guardi attorno e non solo vedi che sono sparite iniziative molto meno costose come “Ultra”, ma che improvvisamente, udite udite, compare dal cappello di qualche geniale creativo, un’iniziativa chiamata “Il festival dell’inedito” (http://www.festivaldellinedito.it/), una kermesse a cui dovrebbero partecipare autori esordienti selezionati da nomi più o meno legati al panorama letterario. Cito dal sito: “Un anno di Festival, tre giorni di mostra, incontri, presentazioni, per scoprire nuovi scrittori e sceneggiatori, nuovi stili e contenuti inediti.
Diciamola tutta, una sorta di Xfactor della letteratura per un paese dove il merito sta nel voto popolare ma soprattutto nel pollice ritto del benevolo “uomo pubblico del mestiere”, in questo caso personificato da Antonio Scurati.
Forza allora, voi scrittori in erba, poeti, narratori, sceneggiatori, tutti voi talenti incompresi che vi ostinate a mandare i vostri manoscritti a case editrici o a case di produzione che non accettano il vostro capolavoro, (…ma come è possibile: su facebook ho 200 mi piace e tu non mi pubblichi?), approfittate di questa mirabile iniziativa per assicurarvi il futuro e la fama e il tutto dopo un’iscrizione di soli 130 euro (e meno male che con la cultura non si mangia…)
che dà diritto alla lettura dell’opera e ad un giudizio qualitativo. Poi potete sperare di passare la selezione e allora con soli 400 euro potrete avere ADDIRITTURA uno stand dove pubblicizzare il vostro mirabile prodotto.Restiamo però coi piedi per terra, noi poveri illusi della poesia da leggere, noi che prima di scrivere amiamo ascoltare altri poeti e capire, confrontarci. Noi che pensiamo che in questo momento di disagio storico-culturale, la parola poetica sia necessaria come stimolo a un ragionamento sul linguaggio e sulla realtà: noi che crediamo che sia uno spazio di riflessione sociale,  politico ed estetico, non un allontanamento dal reale, ma un essere nel mondo, pienamente e consapevolmente, come sottolinea Elisa Biagini nella sua lettera allarme a proposito della probabile chiusura dell’evento. Ecco noi, per un attimo, valutiamo la realtà per quello che è e proviamo a pensare che in fondo ci troviamo davanti alla classica kermesse a cui siamo abituati, una deviazione di quell’altro baraccone che è il “Festival della creatività”, che se nel primo anno lasciava ben sperare, poi è diventata la fiera del “che si fa oggi pomeriggio?”. Proviamo a riderci su e sperare che forse anche per noi c’è o ci sarà spazio nel portafoglio di questa e altre amministrazioni. Proviamo, ma per farlo dovremmo evitare di leggere chi sono i membri che fanno parte della giuria che selezionerà i futuri letterati, perchè una volta che alla testa del cosiddetto “comitato dei garanti”, leggiamo il nome del sindaco, allora no, allora si capisce che qualcosa si è definitivamente rotto, che c’è veramente poco da ridere.

22 comments

  1. Firenze rispecchia in pieno il paese “Italia”.
    Vivo da una vita in questa splendita città
    e posso dire che ha perso un po’ di
    smalto, non per colpa sua. Firenze
    ammirata e glorificata in tutto il mondo
    ha subito per colma degli amministratori
    che si sono alternati, ed anche dal governo
    centrale, un’assoluta trascuratezza
    soprattutto nel campo della cultura. La
    giornata mondiale della poesia avrebbe
    dovuto e potuto in qualche modo
    rilanciarla versi lidi lontani, iniziative
    e finanziamenti permettendo.
    Non ci resta che sperare nel cambio
    del vento!!

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  2. Cristiana Gestri, Maria Teresa Novara, Claudia Piccini, Maria Teresa Pieri, Maria Luisa Seghi, Luisa Zaccarelli, “Sei anime in armonia”, GDS – Freschi di stampa, febbraio 2012, a cura di Claudia Piccini (ISBN 978 -88-97587-36-1). Dalla prefazione: “Siamo noi sei…ci siamo combinate per dar vita al progetto antologico “Sei anime in armonia” per passione, per sfogo, per concedere forse una piccola emozione a chi ha anche un solo minuto per leggerci. Siamo come questa foto: un cielo di nuvole a volte rosa a volte grigie su un prato verde, siamo pioggia o neve…siamo sole o rugiada…e a volte non importa parlare molto per dire tutto…”

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    1. Mi scusi Claudia ma non ho capito nulla del suo commento, potrebbe spiegarmelo (spiegarcelo) per favore?

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    2. Claudia Piccini e anime armoniche, che cosa potrebbe mai avere a che fare la vostra “piccola emozione” con il post sopra?
      Siete forse voi iscritte al bando e intendete perorare la causa?

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  3. A mio parere è un avvenimento che va semplicemente ignorato, tanto è palese la fregatura.. tra l’altro guardate chi la organizza.. sembra una barzelletta..

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  4. Deve esserci dell’altro (dietro il commento di cui sopra). Sono curioso ma anche no. Intanto non ho capito una cosa: ci sono fondi pubblici a pannaggio dell’iniziativa o si tratta di iniziativa privata?Nel primo caso è allucinante. Nel secondo basta cambiare canale e non parlarne.

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    1. è proprio questo il fatto più fastidioso. Quantunque (per esperienze passate di fund raiser nel territorio) io sappia che il “patrocinio/ partnership istituzionale” sia quasi sempre una mera apposizione di simbolo, senza flussi in uscita o in entrata, è triste vedere come un ente istituzionale (costituzionalmente votato all’imparzialità) benedica così facilmente meccanismi di plutocrazia letteraria (“riflettori a chi può permettersi minimo “lacentotrentaeuro”…”)

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  5. Gino Di Costanzo – “Indigeni indigenti” – Edizioni Napoletane Povere, febbraio 2012 e seguenti (se continua la crisi), stampa così così…
    Dalla prefazione: “si salvi chi può…”

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  6. Claudia Piccini e compagne sono semplicemente,
    secondo me, in cerca di gloria….in bocca la lupo !!

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  7. Buongiorno a tutti, chiedo scusa innanzitutto se non mi sono spiegata bene. Ho letto l’articolo sopra e le vostre considerazioni. Sono scrittrice ormai da anni e conosco bene l’iter che lo scrittore “in erba” deve seguire per arrivare alla pubblicazione. Non è nè facile, nè tantomeno breve, il più delle volte, come è risaputo si comincia con l’editoria a pagamento per poi… se si è fortunati approdare ad una casa editrice che crede nelle nostre possibilità e si va avanti ….ma soprattutto oggi non è facile trovare qualcuno che creda in te e investa nel tuo lavoro . La maggior parte degli scrittori si ferma a inizio percorso non avendo la tenacia e perdendo le speranza soprattutto quando spedendo uno scritto, (com’è successo circa 1 anno fa a una mia cara amica), non ricevono risposta oppure ti chiedono se conosci un critico o hai conoscenze di altro tipo. Triste ma vero. Ma credo di non raccontarvi nulla di nuovo. Per quanto riguarda il campo della poesia, emergere con le proprie capacità emozioni e pensieri è ancora più difficile che nel campo della narrativa, proprio perchè questa modalità espressiva è oggi sostituita da altre .. sms , mail che sono “moderne” efficaci , veloci ma non sempre adeguate ed opportune ad esprimere qualcosa di più intenso. Ho ascoltato domande e quesiti di varie amiche o amici che mi hanno chiesto come fare a far conoscere i propri scritti le proprie poesie , e sinceramente dare un consiglio… non è facile rispondere , però credo fermamente che la passione genuina e non “impacchettata”per la scrittura la poesia (nel caso specifico) possano abbattere molti ostacoli che impediscono la divulgazione. Quel che conta è poi il fine che vogliamo raggiungere . E qui che molti sbagliano totalmente strada. Io e noi sei scrittrici non peroriamo nessuna causa se non quella di stimolare le persone che scrivono a farlo semplicemente perché amano farlo non per vincere un premio o altro .Non siamo tantomeno iscritte al bando, ho inserito solo il commento per dare testimonianza che ci sono individui “anime” a Firenze e sicuramente altrove , appunto che si dilettano ad esprimersi in poesia solo animate dalla volontà vera di lanciare un “segnale positivo” scrivono ancora oggi per il piacere di farlo e perché chi le ascolta riceva un messaggio che tocchi le corde della sensibilità , lo fanno semplicemente per questo . . E se uno scrive un commento lo può fare solo per comunicare non perché come insinua qualcuno ci siano altri fini.
    Nel caso su citato riguardante la nostra antologia si scrive per mille motivi , e sicuramente anche per la bella Firenze, e si forse anche per mantenere vivo quell’antico amore che si prova ogniqualvolta passando per Ponte Vecchio in una giornata di sole come questa sentiamo profumo di Primavera . Credo che il mondo sia pieno di iniziative culturali più o meno di alto spessore, più o meno valide, non giudico il merito di nessuna ma il risultato che ognuno di noi ottiene non dipende dagli altri , tutto dipende da noi e da qual è lo scopo che ci spinge a scrivere, e nel caso sopra di SEI ANIME IN ARMONIA non è diventare famose come in un reality , ma sicuramente essere lette se fa piacere. Forse è questo il senso profondo dello scrivere POESIA CHE è ANDATO PERDUTO. Magari cerchiamo prima di ritrovarlo e poi partecipaino al resto FIERE, MOSTRE e non viceversa . Pensiamo ai GRANDI della MEDICINA, della LETTERATURA della SCIENZA, non hanno lavorato per diventare famosi ma è la loro passione e la loro volontà che li ha resi tali. Spesso le soddisfazioni più grandi vengono dalla semplicità e dalla spontaneità non dalla “preconcezione” non da congetture studiate a tavolino. Anche Io amo Firenze come qualcuno di Voi espressamente dichiara e forse quella che qualcuno di Voi definisce solo per noi sei scrittrici UNA PICCOLA EMOZIONE per chi sente la poesia e la ama con il cuore , è molto molto di più. Il resto fa volume.Grazie e Buon Proseguimento

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  8. E quindi, dopo la storia dellla delega alla poesia della Lombardia ci ritroviamo anche con Firenze che appoggia una iniziativa così discutibile? E di questi tempi? Che bravi che sono Strano che non assicurino anche una pubblicazione a chi arriva in finale col televoto.

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  9. Pingback: Georgiamada

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