‘Gli scomparsi’: Dario Bellezza

Gli scomparsi sono i libri che non abbiamo mai saputo di voler ritrovare: libri dimenticati, libri fuori edizione, libri introvabili, libri mai tradottilibri trascuratiOgni settimana qualche brano da un libro“scomparso”, nella speranza che questo piccolo spazio nascosto possa contribuire a riesumarne qualcuno.

Edoardo Pisani

Le Muse, Jan Toorop

Il libro di oggi è Angelo, di Dario Bellezza. In questo romanzo c’è naturalmente Bellezza (il narratore, Tommaso), ma anche Angelo, suo giovane amico e corruttore, e Elisa, cioè Elsa Morante, e c’è l’eroina. Il “comune amico assassinato” è Pier Paolo Pasolini.


Conobbi, dunque, la geniale Elisa da ragazzo, da ragazzino. Come tutti i ragazzi vivevo di speranze, propositi e illusioni fantasma, ma non c’era in me un briciolo d’esperienza. Cercavo un luogo dove accampare la mia indolenza enorme, ma non speravo di trovarlo, mai. Forse non sapevo neppure chi ero, né dove ero diretto. La mia vita in famiglia, nel mio ossesso ricordo, si tingeva di disastro, prigionia, sciagura.

§

Impazzii dalla fame, nel freddo pungente, sotto un ponte. Ma non chiusi occhio.
Sognai aggressioni e violenze, ma lo spettacolo dell’alba mi riconciliò col mondo, ed ecco che risalendo le scalette tutte piene di merda e di cartacce, m’incrociai con una donna visibilmente storpia e gobba che subito mi puntò con insistenza. Sembrava socia del diavolo, ed era lì circonfusa di aria sonnolenta come un mostro che guardi il sereno: ed il sereno ero io. Mi carpì la mano, senza preamboli o saluti, e trascinandomi sul ponte, in pieno solicello primaverile che cominciava ad asciugare l’aria bagnata della morte, esercitò subito la sua pratica chiromantica, interrogando attraverso le linee il mio destino.

§

L’amico comune assassinato dimostrò così a tutti di essere realmente osceni e turpi borghesi. Fatto per vivere era morto angelicamente rubato al mondo da un angelo.
Mentre io venivo rapito a questo mondo da un diavolo. Mi sembrò insopportabile che Elisa non sapesse i miei contraddittori pensieri, e avrei voluto continuare a manifestarglieli, ma capii che il nostro rapporto sarebbe continuato solo nell’immaginazione. Ora, riflettendoci, mi sentii offeso che quell’amico comune, del suo tempo grande e geniale artista, contro la sua volontà, fosse stato seppellito in un cimitero cattolico, e separato dunque dalla natura vivente che lo produsse. E solo allora capii che Dio è la natura, e a lei si ritorna, ritornando nell’organico-inorganico, per rientrare nel ciclo naturale della divina natura. Lei, Elisa, e tanti altri, non si erano
opposti a questo torto, anche senza favorirne gli esiti presso i parenti. Nessuno di loro pensava che l’amico buono e caritatevole avrebbe continuato a disfarsi, non trovando pace, e invece di diventare albero o fiore si sarebbe deteriorato, divorato dai vermi della sua stessa carogna.

§
Fa che io morendo non sappia nulla della tua morte
prematura, pur essendo vecchia come il mondo,
ed io giovane sia in effetti così vecchio da rasentare
lo sforzo del Dio ignoto a rinnovare
le sue cellule clandestine
in mille stelle nascoste ai miei occhi indagatori.

 

(Angelo andrebbe ristampato, come altri romanzi di Dario Bellezza. È forse il suo libro più bello, un canto di amore e di morte che intreccia la vita realmente vissuta da Bellezza alle vicissitudini di Tommaso, che come Bellezza è poeta e che dedica alcuni versi alla scrittrice Elisa, ossia Elsa Morante).

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