Nataša Sardžoska, tre poesie

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Nataša Sardžoska, Tre poesie
(traduzione dal macedone a cura dell’autrice)

*

 

NON HANNO NOME QUELLE STRADE

Ho imparato i nomi di tutte le vie che hai preso per venire da me;
mentre ti cercavo le donne dei panifici mi sorridevano
e nemmeno i senzatetto scappavano dal rumore dei miei stivali
nella metro
sono diventata
assassina

il mio profumo lo sentivano tutti e il tuo dentro di me;
ma tu eri al di sopra di tutto ciò – incostante, sporadico;
e ti cercavo nei nostri posti, vagabondavo nei bar,
mangiavo solo formaggio di capra e salmone affumicato,
perdendomi nelle strade senza nome;

e lì per lì ho capito amaramente che nessuno ti capisce quando stai da solo
e che non esiste peggiore solitudine di quella quando cerchi qualcuno che è impresso in te –
e che il dolore è solo tuo, e cosi ti venerano come se fossi un re solitario;

non so cosa sia più selvaggio – il cielo livido tra i rami sotto cui non ci sei tu,
oppure i rami lividi nel petto che tu hai spogliato e ti sei infiltrato

Nella tua cucina
Ho morso l’arancia

Sono le sei e la notte è sorda;
io nella tua maglietta bianca
tu ti guardi su di me
mentre Parigi ci sorvola
come un mostro carnivoro
una volta per sempre

ho sputato dentro di te il seme

ho ancorato il mio orecchino d’argento tra le tue mani.
perché io fossi li per sempre anche quando tu non ci sarai

ma tu, tu
tu mi hai salvata

*

SAUDADE

A Lisbona mi dicesti che la saudade è la felicità di essere tristi
bianche furono le pietre
bianco il baccalà proveniente da mari sordi e lontani
bianca fui pure io sul ponte Vasco de Gama
mentre soffiavano in me venti levantini
portandomi verso di te
e sentivo il profumo delle tue gocce
ogni volta che l’oceano si infiltrava nelle mie crepe.

Dall’altra parte dell’Atlantico stanno i due
migranti con valige vuote
parole ripiene di ritmo africano
echeggiano nei becchi degli uccelli
che si accoppiano sul mio davanzale
bevo per sprofondare nelle parole della coscienza
per partorire senso
per prevederti:

Dove ti troverò se non parto a piedi?
Quando capirò quella donna alla mia porta con piedi insanguinati?

Da Rio de Janeiro tremano le ossa rotte degli indigeni
Danzo scalza ma sembra mi curvi attorno a sé
Il suo corpo sconosciuto in ritmo ignoto.

Lei arriva con molti borsoni
dice per ognuno una storia
brindiamo con un calice di vino verde
con cuori indipendenti

mentre echeggia il Fado

…cuore smettila di battere, se non seguo lui, non seguirò nemmeno te…

nelle vene.

*

PELLE

Foglie gialle sulla tua pelle
dei pori sradicati di un incomprensibile ardore
labbra screpolate
Una valle gonfiata dai pensieri e dai capezzoli
pelle
dico, sei da sola
oppure il tempo bussa in un luogo lontano dall’orologio accettabile
ascolto tuttavia sugli strati bianchi scivolare
gocce
secreto, lacrime, vino
ma non è la prima volta nemmeno è una volta sola
bensì un continuo ritorno
un chiudersi gli occhi davanti alla scelta che non vuoi accettare
quando arriva questo tempo, questo autunno
sulla tua pelle
.n un diluvio di spazi non adeguati non opportuni indegni.

*

Nataša Sardžoska è nata a Skopje, Macedonia nel 1979. Laureatasi  in filologia latina all’Università di  Skopje, dopo un MA in media e studi culturali all’Università di Bergamo, Perpignan e Lisbona, consegue il dottorato in antropologia culturale alla Karl Eberhard Universität di Tubinga con una ricerca  sugli effetti  della dissoluzione delle frontiere ex-jugoslave nelle opere e nella vita di artisti espatriati o/e in esilio.
Si occupa di traduzioni letterarie dall’italiano e dal portoghese (Pasolini, Collodi, Carducci, Tabucchi, Luzi, Baricco, Benni, Pessoa, Saramago, Camoês, Tavares, Guilherme-Moreira, Carneiro, Couto, Bojunga) ed è interprete da italiano, francese, inglese, spagnolo, macedone, serbo e portoghese. Ha insegnato alla Università Sud-Est Europea “Max Van Der Stoel”, all’Università per il Turismo a Skopje a alla Schiller International University a Heidelberg; ha lavorato inoltre per il Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana in qualità di project manager e ha fatto l’interprete per la Direzione Nazionale Antimafia e per il Senato della Repubblica. Ha lavorato come esperto per l’AERES, l’Agenzia nazionale per l’educazione in Francia e ha collaborato in vari progetti con la Commissione Europea.
Ha pubblicato vari saggi in riviste internazionali (tra le altre Transmidia e Ciberlegenda a Rio de Janeiro, DoppiozeroNuova Prosa a Milano, Blesok a Skopje), ed ha partecipato a varie conferenze accademiche. Collabora con Radio Capodistria come inviata speciale per la Macedonia. Fa parte del gruppo di ricerca Phantom Grenzen presso l’Università Humbolt a Berlino.
Come autrice di poesie, ha pubblicato tre libri: La camera blu, Pelle, Lui mi ha tirata col filo invisible a Skopje. La quarta raccolta è di imminente pubblicazione. È inclusa in diverse antologie, è tradotta in inglese ed in serbo e partecipa a Festival sia nazionali che internazionali.

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